Giuseppe Conte (foto depositphotos)

di ENRICO PIRONDINI

Politica d’estate, il Teatrino. Estate bollette, si infiamma il teatrino della Politica. Sul niente, naturalmente.

“Le teste di legno fan sempre del chiasso” diceva più di un secolo fa il poeta Giuseppe Giusti – “Geppino” per il Manzoni – graffiando le sventure della vita italiana. Non è cambiato molto. Anzi. Ecco le “perle” della settimana o giù di lì.

LO STRAPPINO DI CONTE
Per giorni l’ex premier ha imperversato tirando un colpo al cerchio ed una alla botte. Con in testa (si fa per dire) il sogno di un Aventino indolore. Attende risposte ” a fine luglio o sarà crisi”. Ma gli sfascia carrozze, cioè il duo Riccardo Ricciardi-Paola Taverna, non promettono nulla di buono. E, Rocco Casalino, lo spin doctor dei gruppi parlamentari M5S, minaccia di tornare in campo, stufo dellla panchina. Sipario.

IL DIETRO FRONT DI ZINGARETTI SULLA POLITICA
Due anni fa elogiava Giuseppi, in questi giorni lo ha scaricato senza pietà. Al grido: “Macché punto di riferimento dei progressisti”. Si è rimangiato tutto. Una goduria per i renziani.

IL PICCOLO TRUMP PARIOLINO
Così l’inossidabile Clemente Mastella ha punzecchiato Carlo Calenda, fondatore di Azione, che ha posto il veto sul suo nome durante la convention di Giovanni Toti. Il “cantiere” del Centro è già un ring. Ma che c’entra il vecchio Trumpone? C’entra perché dice l’ex ministro-Tarzan (nessuno abile come lui nel saltare nei governi Prodi, Berlusconi, Andreotti) “perché pensa di essere meglio di tutti gli altri. Ha la spocchiosita’ pariolina”. Amen.

GIUSEPPI COME MISS UNIVERSO DELLA POLITICA
Lo dice Calenda al Corriere: “Conte ha consegnato un foglio a Draghi che sembrava la dichiarazione di Miss Universo quando vince: lottare contro la povertà, voler bene alla mamma. Esilarante”.