Carlo Calenda (depositphotos)

DI LUCIO FERO

Chi ha tradito chi? Carlo Calenda che ha annullato l’alleanza e il patto col Pd solo 5 giorni dopo averlo concluso e sottoscritto o Enrico Letta che ha reso quel patto poco più che un pezzo di carta aggiungendo all’alleanza Bonelli e Fratoianni e con loro tesi e azioni degli anti Nato, anti Draghi, anti rigassificatori, anti termovalorizzatori e, all’occorrenza, pro patrimoniale? Se lo potranno raccontare e reciprocamente rinfacciare per anni i protagonisti e comprimari della vicenda, non riusciranno mai a comprendersi, sempre ricorderanno due storie completamente diverse.

I dogmi e valori del Pd - Nel Pd se dici la parola unità ottieni almeno un inchino. E’ una parola-valore. Valore che promana da quando la sinistra era fuori legge (fascismo), permane quando la sinistra è marginalizzata e osteggiata (primo dopoguerra), persiste come concezione della società e della politica da tenere sempre in una sorta di sovranità limitataperché minacciate da u Grande Nemico mutevole nelle forme ma costante nella sua immanenza: unità contro Berlusconi ieri, contro Meloni oggi. Unità parola-valore e anche feticcio. Feticcio che però gode di culto sincero.

Calenda ha violato il feticcio, dismesso il valore, peccato niente meno di mancata unità contro la Destra. Quelli del Pd, la cultura Pd non potrà mai davvero capire perché. La cultura Pd era genuinamente pronta , è genuinamente pronta ad andare con chi le ha reso impossibile governare e governare le renderebbe impossibile pur di realizzare l’unità, l’unità contro la Destra. L’hanno chiamata unità per salvare niente meno che la Costituzione. Come se la Costituzione fosse una fanciulla che la Destra si accinge a deflorare.

Nessun nemico a sinistra - E’ l’altro dogma-valore, anzi ossessione-tentazione della cultura Pd. Ossessione che portò a suo tempo Massimo D’Alema a teorizzare la Lega come costola della sinistra. La stessa che ha portato Zingaretti ad indicare Giuseppe Conte come faro e guida del progressismo. Pur di non avere nemici a sinistra la cultura e l’azione politica made in Pd imbarca tra i buoni della storia anche le forze chiaramente ed esplicitamente ed orgogliosamente anti moderne. E alla sinistra anti Ue e anti Nato e anti capitalistica il Pd dà da sempre ben più che diritto di tribuna.

La Cgil è da tempo evoluta o involuta verso una azione sindacale neanche vagamente anti sistema (anche quando si tratta di coprire istanze corporative). Il pacifismo senza se e senza ma al momento è silente ma ha pieno diritto di cittadinanza dentro il Pd. E soprattutto l’idea di una mano pubblica che pensiona il più presto possibile, sostiene con più redditi da welfare possibile e tassa, in teoria i grandi patrimoni, in pratica i redditi medi (gli unici raggiungibili) non è poi così aliena dal populismo M5S.

Unità e nessun nemico a sinistra: Calenda traditore - E addio, anche con qualche soddisfazione. Non è tutta lacrima a sinistra e nel Pd perché Calenda ha “tradito”. C’è anche il sollievo, duro ma sollievo, di essersi liberati del diverso e infiltrato. Più o meno la stessa dinamica culturale che il Pd ha applicato a Matteo Renzi: un usurpatore, una quinta colonna del nemico, un profanatore. La cultura Pd, i suoi uomini, le sue donne e buona parte del suo elettorato racconteranno sempre la storia del Calenda che profanò la sacra unità contro la Destra, volle escludere i compagni che pure sbagliano ma sempre compagni sono, e commise così il peccato sommo: favorire la Destra. E lo commise perché gravato lui stesso da un peccato originale: non essere veramente e pienamente di sinistra.

L’impossibilità di essere socialdemocratici - Calenda e chi sta con lui e anche chi come lui la vede racconteranno per sempre un’altra e simmetrica storia: quella del Pd che non ce la fa, neanche e ancora nel 2022, ad essere socialdemocratico. Non ce la fa a staccarsi dall’idea che il capitalismo sia la peggior sciagura dell’umanità e comunque qualcosa da cui guardarsi e qualcosa da tenere a guinzaglio corto. Non ce la fa a sottrarsi alla suggestione per cui la pace o la guerra nel mondo dipendono dai “cattivi” perché fosse per i popoli…Non ce la fa a non concepire uno Stato che assiste a prescindere e men che mai favorisce merito e impresa. Non ce la fa a non trovare un posto a tavola per ogni comitato, fossero anche i comitati pro le cose più dannose per la collettività (vedi gli innumeri No qualcosa). Per dirla in termini politici non ce la fa a non essere massimalista? Non ce la fa a fare la sua Bad Godesberg? Per questo non riesce a staccarsi fino in fondo da verdi-rossi anti sistema? Più che il massimalismo poté il populismo, sia pure abbigliato e agghindato come cosa di sinistra.

Nessuno ha tradito - Non andando insieme alle elezioni Calenda e Letta e i rispettivi partiti non si sono reciprocamente traditi, ciascuno è invece rimasto se stesso. Il Pd a mettere impegno e onore nella fatica di Sisifo di organizzare la resistenza alla Destra e arruolando alla bisogna anche le unità dello sfascio del bilancio pubblico e i sabotatori di ogni infrastruttura costruita da mano umana. Azione a mettere impegno e onore nello scegliere un uovo (vivo) al posto di una gallina (sterile). L’uovo è un Centro lontano e avverso da Salvini e Meloni e insieme diverso e non inglobato nella sinistra. La legge elettorale con cui si vota farà molto male ai risultati in seggi di questo Centro: anche con una percentuale sopra il 10% di seggi ne avrà relativamente pochi.

Ma potrà essere qualcosa di già formato e di credibile quando, presumibilmente presto, la Destra governante entrerà in contraddizione con se stessa e soprattutto con la realtà. L’alternativa era la gallina, la gallina domani. La catena lunga (e contorta) dal riformismo fino agli anti sistema: una gallina ben più grossa di un uovo. Ma una gallina sterile, sterile come l’alleanza che avrebbe configurato. Non avrebbe generato un governo, impossibile tra loro. Non avrebbe generato una prospettiva politica. Nella migliore delle ipotesi avrebbe arginato la vittoria della Destra, nell’ipotesi da sogno avrebbe sfiorato una sorta di pareggio elettorale. No, Calenda e Letta e i rispettivi elettori non si sono traditi, però non si capiranno, reciprocamente non possono. E non per cattiva volontà.