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La truffa dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio. Ci sono anche un ex generale della Guardia di finanza e un ex maresciallo dei carabinieri, entrambi in pensione, tra le persone finite ai domiciliari nell'ambito dell'operazione "L'isola che non c'è" che ha svelato la truffa dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio.

La truffa dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio

Proprio così, Stato Teocratico Antartico di S.Giorgio. Ad abboccare all'allettante quanto inverosimile prospettiva di godere dei super vantaggi fiscali di uno stato autonomo, almeno 700 persone.

Nell'ambito di questa operazione un anno addietro venne arrestato a Teramo, dalla Digos di Catanzaro, un medico no vax divenuto famoso assieme ad altri suoi colleghi per avere tentato di creare un albo dei medici di San Giorgio reclutando medici radiati o sospesi dall'albo.

Erano riusciti a vendere terreni in Antartide con annesso titolo nobiliare gli artefici del grande raggiro impiantato intorno allo Stato Teocratico Antartico di S.Giorgio.

Attraverso l'adesione allo Stato, i benefici più allettanti però erano quelli connessi alla riduzione dell'imposizione fiscale, con un'aliquota pari solo al 5% da versare al nuovo stato di appartenenza con relativa esenzione dalla corresponsione delle imposte in Italia.

C'era anche la possibilità di preservare i propri beni da possibili azioni esecutive dello Stato italiano atteso che sarebbero divenuti beni "sangiorgesi" o di poter continuare a esercitare la professione medica nonostante l'avvenuta radiazione/sospensione dall'albo e di poter essere esentati dagli obblighi vaccinali.

Gli indagati, poi, avrebbero incamerato dai cittadini "antartici" un'ulteriore somma di denaro pro-capite proponendo l'acquisto dell'isola di Kouneli, in Grecia, per dare una concreta territorialità allo Stato. Il Gip ha riconosciuto la sussistenza della gravità indiziaria per l'illecita fabbricazione e possesso di documenti falsi validi per l'espatrio.

Patenti, passaporti diplomatici

Stando alle attuali risultanze investigative, gli indagati hanno infatti formato dei documenti di riconoscimento contraffatti (passaporti, carte d'identità diplomatiche), ma totalmente corrispondenti ai format internazionali, e li hanno utilizzati in diverse strutture alberghiere, sul territorio nazionale ed estero, nonché nel corso di controlli di polizia, come avvenuto a Catanzaro e in alcuni aeroporti, anche per gestire traffici illeciti di sostanza stupefacente.

In almeno un caso, poi, è emerso l'utilizzo di una patente di guida dello Stato Antartico per superare un controllo stradale di Polizia. I proventi illeciti acquisiti, quantificati in un importo superiore a 400 mila euro, sarebbero stati poi oggetto di successive condotte di riciclaggio attraverso un conto estero situato in territorio maltese, dove avrebbe sede una rappresentanza dello Stato. Complessivamente gli indagati sono trenta.