DI CLAUDIO PAUDICE

 

Via il Reddito di Cittadinanza, che andrà sostituito con un sostegno economico dal quale verrebbero esclusi molti dei cittadini più poveri. Via anche il Green Pass e nessun obbligo di vaccinazione contro il Covid. Una riforma costituzionale che modifica la forma di Governo del Paese, dalla repubblica parlamentare a quella presidenziale, per assicurare "governi stabili, la più potente misura economica di cui necessita l'Italia". È quanto si legge nel programma elettorale di Fratelli d'Italia, pubblicato da La Voce del Patriota, giornale online di destra di Ulderico de Laurentiis, già consulente del partito guidato da Giorgia Meloni e membro dell'Assemblea Nazionale di FdI. E poi: condono fiscale con "saldo e stralcio" solo per le cartelle esattoriali fino a tremila euro, e un "liceo del Made in Italy" per dare "qualità e prestigio al contesto lavorativo e culturale del “Marchio Italia”, formando gli studenti - anche con tirocini e scambi culturali all’estero, tramite le nostre rappresentanze diplomatiche - sia dal punto di vista della conoscenza della produzione italiana di alto livello sia della promozione delle attività di business orientate verso il mercato estero".

Una delle misure più importanti del programma di Fratelli d'Italia è l'abolizione del reddito di cittadinanza. Si legge nel programma che la legge voluta dal Governo Conte I dovrà essere "abolita" per far posto a un nuovo strumento "che tuteli i soggetti privi di reddito, effettivamente fragili e impossibilitati a lavorare o difficilmente occupabili: disabili, over 60, nuclei familiari con minori a carico. Per chi è in grado di lavorare, percorsi di formazione e potenziamento delle politiche attive del lavoro. Innalzamento delle pensioni minime e sociali". Il nuovo strumento è destinato così a tagliare notevolmente la platea di percettori della misura di sostegno al reddito, sebbene l'Istat abbia stabilito che il Reddito "ha evitato a circa 500mila famiglie di trovarsi in condizione di povertà assoluta. Le misure di sostegno hanno avuto effetto anche sull'intensità della povertà che, senza sussidi, nel 2020 sarebbe stata ben 10 punti percentuali più elevata".

Ma la contrarietà del partito di Meloni alla misura targata Movimento 5 Stelle era nota da tempo. Così come lo era l'intenzione di voler introdurre una riforma costituzionale per cambiare l'assetto della repubblica, da parlamentare a presidenziale: "Negli ultimi 20 anni l'Italia ha avuto 11 diversi governi. Una instabilità che ci indebolisce nei rapporti internazionali e che penalizza gli italiani, perchè governi che durano così poco non hanno una visione di lungo periodo, ma cercano solo il facile consenso nell'immediato. Anche per questo da decenni l'Italia cresce meno della media europea. L'instabilità politica è anche uno dei principali fattori del nostro declino economico. Assicurare governi stabili, grazie al presidenzialismo, non è una misura astratta: è la più potente misura economica di cui necessita l'Italia". E quindi la riforma servirà ad "assicurare un rapporto diretto tra cittadini e chi guida il governo. Attuazione virtuosa di federalismo fiscale e autonomie, con completa definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e corretto funzionamento del fondo di perequazione, per assicurare coesione e unità nazionale. Trasferimento dei poteri a Roma Capitale, con risorse, competenze e status giuridico in linea con le principali capitali europee"

In campo sanitario il programma della leader favorita - stando ai sondaggi - a guidare il prossimo governo punta al contrasto della pandemia Covid "attraverso misure strutturali, come la ventilazione meccanica controllata nelle scuole e negli uffici, e il potenziamento dei trasporti". Soprattutto, per Fratelli d'Italia non ci dovrà essere "nessun obbligo di vaccinazione contro il Covid-19, ma informazione, promozione e raccomandazione alla vaccinazione, in particolare per fasce d'età a rischio e situazioni di fragilità. Piena libertà di scelta tra i vaccini autorizzati dall'Ema e dall'Aifa e richiami". Ancora: il Green Pass diventerà un ricordo, perché il programma elettorale non prevede "nessuna reintroduzione del green pass" e l'istituzione "di una commissione d'inchiesta sulla gestione medica ed economica della pandemia da Covid-19 nonchè sulle reazioni avverse da vaccino", si legge in un altro passaggio.

Sulla scuola, Meloni vorrebbe anticipare - previo un confronto con il mondo scolastico - la fine della ciclo di studi, portando così l'età per il diploma a 17-18 anni. Inoltre bisognerà garantire il "diritto allo sport, all'arte e alla cultura". "Ogni giovane deve avere la possibilità di accedere a qualsiasi disciplina artistica e sportiva, anche con sostegni diretti". "Programmare investimenti sugli impianti sportivi di nuova generazione, per ogni disciplina. Aree attrezzate per fare sport nei parchi in tutti i Comuni italiani. Creare strutture dove praticare agevolmente musica, arte, teatro, danza. La scuola deve diventare il centro nevralgico del territorio e della sua comunità, anello di congiunzione tra famiglie e istituzioni, con aperture pomeridiane e sinergia con gli enti del Terzo settore per ampliare l'offerta culturale e sportiva. Istituzione di borse di studio per meriti sportivi e artistici. Promozione di stili di vita sani per contrastare il disagio e le devianze giovanili, come droga, alcolismo, gioco d'azzardo patologico, bullismo e la diffusione delle baby gang", si legge

In tema fiscale, per le cartelle in essere: “saldo e stralcio” fino a 3mila euro per le persone in difficoltà e, per importi superiori, pagamento dell’intera imposta maggiorata del 5% in sostituzione di sanzioni e interessi, e rateizzazione automatica in 10 anni. Per le situazioni che precedono la cartella esattoriale, la “Tregua fiscale” con la formula del 5+5: imposta definita attraverso una interlocuzione con l’Amministrazione finanziaria, sanzione forfettaria al 5% e rateizzazione automatica in 5 anni. Il programma prevede anche il constrasto all'evasione fiscale "a partire da evasori totali, grandi imprese, banche e grandi frodi sull’Iva", ma altri dettagli non ce ne sono. Sulla flat-tax l'impianto è quello noto: estensione della flat tax per le partite Iva fino a 100mila euro di fatturato; introduzione della flat tax sull’incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti, con la prospettiva di un ulteriore ampliamento per famiglie e imprese; progressiva eliminazione dell’Irap e razionalizzazione dei micro-tributi. Inoltre si vuole riformare nuovamente l’Irpef con progressiva introduzione del quoziente familiare.

Il primo punto del programma è il sostegno alla natalità e alla famiglia e prevede, tra le altre cose, "l'aumento degli importi per l'assegno unico e universale: fino a  300 euro al mese per il primo anno di ogni figlio, fino a 260 euro dal secondo anno di vita fino ai 18 anni e mantenimento dell'attuale assegno fino a 21 anni". Inoltre si  intende rafforzare il sistema dei congedi parentali e di maternità per i lavoratori dipendenti e autonomi. Tra le proposte avanzate dal partito della Meloni anche quelle riguardanti sulla casa. Occorre - si legge - "destinare maggiori risorse al Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa per le giovani coppie di lavoratori precari. No a nuove tasse sulla prima casa e zero tasse sui primi 100mila euro per l'acquisto della prima casa. La dimora della famiglia deve essere un bene non aggredibile: impignorabilità della prima casa, salvo i casi di mancato pagamento del mutuo ipotecario, e a patto di essere in regola con gli obblighi condominiali. Tutela della proprietà privata e sgombero immediato delle occupazioni senza titolo".

Sul lavoro l'attenzione è sul taglio delle tasse attraverso la riduzione del cuneo fiscale e contributivo, "a vantaggio di lavoratori e imprese. Razionalizzazione delle decine di diverse tipologie di agevolazioni di incentivo alle assunzioni attualmente esistenti e accorpamento delle stesse in poche efficaci misure". Nell'immediato, si vuole introdurre "una super deduzione del costo del lavoro per le imprese che incrementano l'occupazione rispetto agli anni precedenti. Ribadire il "diritto all'occupabilità": chi vuole lavorare deve poterlo fare, anche nelle forme e nei tempi che reputa opportuni". Mentre sulle pensioni l'obiettivo della Meloni c'è il ricalcolo, oltre un’elevata soglia, delle “pensioni d’oro” che non corrispondono a contributi effettivamente versati. Adeguamento delle pensioni minime e sociali, per restituire dignità alle persone che vivono difficoltà quotidiane e rischiano di finire ai margini della società. Il sistema previdenziale dovrà poi "garantire anche le giovani generazioni e chi percepirà l’assegno solo in base al regime contributivo".

Sul digitale, tra le altre cose, si vuole contrastare "la censura arbitraria dei social network e garanzia del rispetto della libera manifestazione del pensiero da parte delle grandi piattaforme di comunicazione". Mentre sull'agroalimentare, bisogna "rilanciarne la produzione e la qualità" e combattere "l’introduzione di ogni strumento di classificazione dei prodotti pregiudizievole per l’agroalimentare italiano (Nutriscore), promozione della dieta mediterranea e dell’agroalimentare di qualità contro i cibi sintetici. Lotta ai fenomeni di concorrenza sleale che penalizzano il nostro marchio agroalimentare (Italian sounding)".

Ultimo punto del programma è quello dedicato all'Europa. Il partito di Meloni vuole, come noto, modificare il Patto di Stabilità e contrastare la concorrenza sleale dei paradisi fiscali europei. Quanto alla collocazione dell'Italia è atlantica e "al fianco dei nostri alleati internazionali nel sostegno all’Ucraina di fronte all’aggressione della Federazione Russa". Bisogna poi "rilanciare il sistema di integrazione europea, per un’Europa delle Patrie, fondata sull’interesse dei popoli e capace di affrontare le sfide del nostro tempo".