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di Adalgisa Marrocco

"Per Joe Biden la pandemia finita? Non in Europa": è questa la sentenza pronunciata dall'Agenzia europea del farmaco (Ema) dopo le recenti dichiarazioni del presidente americano, definite "premature" e "irresponsabili" anche negli Usa. Per l'ente europeo, dunque, la prudenza è d'obbligo, soprattutto in vista della stagione fredda: "È importante che gli Stati membri preparino la somministrazione dei vaccini, in particolare quelli adattati, per prevenire una maggiore diffusione di questa malattia", ha spiegato Steffen Thirstrup, dirigente medico dell'Ema. "I dati raccolti dall'Ecdc – aggiunge Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale dell'agenzia – mostrano che nelle ultime settimane c'è stato un calo nei numeri totali di casi e decessi in Europa. In ogni caso, come approccio ottimale, dobbiamo prepararci a una nuova ondata di contagi in linea con i trend mostrati dal virus nei due anni precedenti".

L'incognita più grande è rappresentata dalle varianti. Cavaleri ha spiegato che "Omicron BA.5 è ancora dominante, ma dobbiamo sempre stare attenti ad altre varianti, come BA4.6 che si sta diffondendo velocemente negli Usa ed è stata rilevata in Europa. Ema monitora come variante di preoccupazione anche BA2.75".

Insomma: dichiarazioni che non collimano con quelle rilasciate da Joe Biden alla trasmissione 60 Minutes. Pur ammettendo che il virus è "un problema su cui bisogna ancora lavorare", il presidente ha mostrato un ottimismo che non è piaciuto neanche in patria, dove si contano ancora 400 morti al giorno e sono 27 milioni gli americani che lottano contro le sequele dell'infezione da SARS-Cov2. Polemiche si sono generate sia in seno al fronte repubblicano che a quello democratico, e non è mancata la presa di posizione di numerosi esperti di salute pubblica.

"Non ci siamo", ha detto il dottor Eric Topol, fondatore e direttore dello Scripps Research Translational Institute, aggiungendo che quella di Biden "è un'illusione. Abbiamo milioni di persone con Long Covid e nessun vaccino che blocca la trasmissione". Il dottor Michael T. Osterholm, infettivologo presso l'Università del Minnesota, ha invece ricordato che gli Stati Uniti hanno registrato "due milioni di casi negli ultimi 28 giorni, che sappiamo essere sottostimati. Il virus continua ad essere la quarta causa di morte nel nostro Paese".

Le dichiarazioni di Biden hanno scatenato reazioni anche all'interno del suo staff. Eric Feigl Ding, epidemiologo a capo della Covid Task Force presso il New England Complex Systems Institute, ha twittato: "Spero che ogni membro democratico del Congresso si unisca a me nell'interrogare l'amministrazione su questo. Chiediamo a Joe Biden di non revocare lo stato di emergenza sanitaria per il Covid e di non dichiarare 'missione compiuta' troppo presto". In un altro tweet, l'epidemiologo ha snocciolato qualche numero: "Ancora quasi 3.000 americani muoiono a causa del virus ogni settimana. Potremmo rimanere su questo altopiano per un po' di tempo, ma è molto probabile che dovremo affrontare l'impennata invernale".

La stessa Casa Bianca – riporta il Wall Street Journal – ha stimato che 100 milioni di americani potrebbero essere infettati da SARS-CoV-2 nel periodo autunno-inverno se non ci saranno ulteriori finanziamenti all'emergenza. Nel frattempo, i responsabili federali stanno esortando i cittadini a ricevere una dose di richiamo del vaccino anti-Covid, in modo da prevenire ricoveri e decessi nei prossimi mesi.

A dispetto delle prospettive, l'amministrazione Usa sembra desiderosa di mostrare i progressi ottenuti nella battaglia contro il virus: già lo scorso marzo, veniva sottolineato che il Paese era entrato "in una nuova fase della pandemia" e che "i vaccini e i trattamenti" erano ormai "sufficienti a consentire agli americani di tornare a una vita più normale". La scorsa settimana, poi, l'amministrazione ha pubblicato un quadro aggiornato di risposta al Covid che "mira a porre fine alla fase di emergenza della pandemia". Di lì a poco sono arrivate le dichiarazioni di Biden, che tanto scalpore hanno suscitato.

Nel frattempo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che la fine della pandemia è vicina, ma si è ben guardata dal dichiararla finita.