di ROBERTO ZANNI
La storia dell'emigrazione italiana nel mondo rappresenta un fenomeno che negli anni ha coinvolto tutto il Paese, dal nord al sud alle isole. Si concentrano particolarmente in tre periodi i momenti in cui maggiore è stato il movimento migratorio: il primo, conosciuto come 'grande emigrazione' che ebbe inizio nel 1861, dopo l'Unità d'Italia, per terminare negli Anni Venti. Il secondo, definito 'emigrazione europea' si è dipanato invece tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli Anni Settanta. Infine, recente, 'nuova emigrazione', pur se in termini molto minori, ha preso il via nel 2007 e ha interessato, in particolare i giovani, la cosiddetta 'fuga di cervelli' ancora in atto.
Se fuori dall'Europa Argentina, Brasile e Stati Uniti sono stati i porti di approdo più frequentati dai connazionali, in particolare nel Sudamerica non c'è Paese che non abbia visto arrivi di italiani, durante oltre un secolo e mezzo di storia. Tra questi anche il Paraguay, in termini numerici inferiori, ha aperto le porte ai nostri connazionali in cerca di una vita migliore ed è interessante andare rivedere alcuni momenti che, in un certo senso, ne hanno caratterizzato, prima l'arrivo e poi la presenza. Secondo statistiche paraguaiane infatti tra il 1881 e il 1907 si trovavano sul territorio 3.360 italiani periodo durante il quale in Paraguay vennero promulgate le principali leggi riguardanti l'immigrazione, per la precisione nel 1881 e nel 1903. Successivamente vennero create leggi e regolamenti in accordo anche al Paese d'origine per quello che riguardava gruppi di emigranti destinati al lavoro della terra e a prestatori d'opera intellettuali.
In quel periodo, e andiamo indietro a 150 anni fa, tra i gruppi etnici che arrivarono in Paraguay, gli italiani erano il numero maggiore. Giunsero soprattutto in maniera individuale per esercitare soprattutto professioni manuali: giardinieri e agricoltori, altri, pochi, aprirono qualche piccolo negozio. Curioso anche aggiungere che al 1871 c'erano dai sei ai nove italiani impiegati del governo. Secondo quanto raccontato da studi paraguaiani sul fenomeno, l'8 settembre 1871 fu fondata la 'Società Italiana di Mutuo Soccorso', con l'obiettivo, come del resto successo in diverse altre nazioni, di offrire un aiuto reciproco, materiale, ma non solo. Poi, e passiamo alla fine del XIX secolo, quando crebbe la propaganda per il Paraguay, con l'appoggio degli italiani che già si erano trasferiti, al fine di chiamare altri connazionali.
Si creò quella che si può definire la prima colonia di emigranti italiani per il lavoro della terra nel Paese sudamericano: fu fondata a San Pedro, prese il nome di 'Trinacria', era il 1898. L'organizzazione, in Sicilia, fu a capo di Giuseppe De Stefano Paternò. Oggi 'Trinacria' si chiama Santa Clara e proprio lo scorso 15 ottobre ha festeggiato i 124 anni di vita. E ancora oggi a Santa Clara, oltre alla presenza di numerosi cognomi italiani, si può sentire parlare la nostra lingua. Come arrivarono gli italiani? Con biglietti per le navi a vapore spesso gratuiti, pagati dal governo paraguaiano che in questo modo apriva le braccia soprattutto agli agricoltori, ma anche per altre professioni. L'organizzazione dei viaggi era a carico dei consolati del Paraguay a Genova, uno dei porti di partenza e a Buenos Aires porto d'arrivo in Sudamerica prima di imbarcarsi per Asuncion.
Si doveva mandare la richiesta e il problema più grande che il console paraguaiano a Buenos Aires doveva affrontare era... la diserzione. Diversi infatti gli italiani che una volta sbarcati facevano perdere le proprie tracce per rimanere in Argentina, nonostante gli impegni assunti. Così vennero anche cambiati regolamenti e successivamente, dal 1903, gli emigranti dovevano avere un 'padroni', vale a dire un compatriota che in Paraguay facesse da garante. Si arrivava ad Asuncion e durante il disbrigo delle formalità, per cinque giorni vitto e alloggio erano gratuiti. Alcuni rimasero qualche mese, altri anni, altri ancora tutta la vita e oggi, seconde, terze, quarte generazioni di emigranti italiani rappresentano il Paraguay, ma senza dimenticare l'influenza italiana.