di ROBERTO ZANNI
Córdoba, seconda città dell'Argentina per abitanti, poco meno di 1,5 milioni, sede dell'università più antica del Paese, centro economico di grande rilevanza, ma anche una delle zone maggiormente popolata da discendenti italiani. Nell'area consolare (che comprende anche Tucumán, Santiago del Estero, La Rioja, Catamarca, Salta e Jujuy) sono oltre 115.000 i cittadini con passaporto italiano, ma sono concentrati soprattutto a Cordoba.
E nella provincia di Córdoba poi la presenza industriale italiana è rilevante, a cominciare da Fiat e Iveco, mentre ultimamente un altro marchio nostrano di grande rilevanza, Ducati, ha iniziato l'assemblaggio di una delle sue iconiche moto, lo Scrambler. Una premessa essenziale per arrivare a una decisione che è stata presa in città l'altra settimana dal Concejo Deliberante, composto da 31 membri, che ha approvato una bozza presentata dal gruppo Hacemos por Córdoba per istituire il 2 giugno come il giorno della "Fiesta de la República Italiana" e il successivo 3 giugno come "El Día de Inmigrante Italiano".
Con questa deliberazione d'ora in poi il 2 e 3 giugno di ogni anno verrà disposta l'illuminazione con i colori bianco, rosso e verde della bandiera italiana di tutti gli spazi pubblici comunali. "La Festa della Repubblica - ha voluto ricordare Claudia Arias al termine della riunione - è il giorno della festa nazionale che si celebra il 2 giugno in Italia per commemorare il referendum popolare del 1946 quando, a suffragio universale, i cittadini italiani furono chiamati a decidere quale forma di governo (repubblica o monarchia) volessero dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale e la caduta del fascismo, scelsero la Repubblica".  Significativo che con il 2 giugno sia stato voluto il giorno successivo per un'altra ricorrenza molto importante. "Allo stesso modo - ha infatti aggiunto la prima cittadina di Córdoba - il Día  del Inmigrante Italiano in Argentina si celebra il 3, perchè in quella data, nel 1770, nacque a Buenos Aires il generale Manuel Belgrano, il cui padre era di Oneglia, in Liguria".
E l'unione della Repubblica e degli emigranti in Argentina evidentemente non è stato solo una coincidenza di date. "L'emigrazione italiana - ha sottolineato ancora Arias - è stata la più numerosa in Argentina. Prima in pochi, poi sempre di più a partire dal 1860/70, un'ondata importante, con un massiccio arrivo soprattutto di contadini che arrivavano con la promessa che avrebbero avuto terra da coltivare, Cosa che poi purtroppo non accadeva finendo così nel restare nei centri urbani di Buenos Aires a svolgere altri mestieri che non conoscevano. Ma l'immigrazione italiana in Argentina è stata distribuita da Buenos Aires a tutto il Paese secondo aree geografiche simili a quelle che si trovavano nella loro terra d'origine per continuare a mantenere lo stesso stile di vita che avevano in Italia, ecco perchè abbiamo discendenti in tutto il territorio nazionale che hanno poi portato avanti una commistione di culture".
E una delle regioni dove più massiccia è la presenza dei discendenti degli emigranti italiani è proprio Córdoba e la sindaca l'ha sottolineato anche in occasione del riconoscimento dei due giorni a loro dedicati. "Nella nostra regione e città - le sue parole - la presenza della comunità italiana è stata molto forte e rimane valida oggi nei discendenti, figli e nipoti".

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