di ENRICO PIRONDINI

Alluvione in Romagna, scintille sul piano del Commissario Figliuolo: dai sindaci Pd pioggia di critiche. Figliuolo commissario, guiderà la ricostruzione nei territori colpiti dalla alluvione. Nomina voluta da Giorgia Meloni. Un tecnico bipartisan, veloce ma non superficiale, capace di stemperare il dualismo Governo di Centrodestra-Emilia “Rossa”.

Piace a destra, è stimato a sinistra. Bonaccini, furioso per la “bocciatura” (contava sulla nomina per mettere una base solida alla sua terza candidatura da Governatore nel 2025) è stato costretto a dire (“Scelta sbagliata “) ciò che non pensa.

Comunque Bonaccini, uscito dalla porta, è rientrato dalla finestra. Farà il sub commissario insieme agli altri due presidenti delle regioni colpite: Eugenio Giani (Toscana) e Francesco Acquaroli (Marche). Anche Bersani ha voluto dire la sua, ospite della Gruber su La7: “Sì, ho fiducia nel generale Figliuolo, non nel Governo; alla buon’ora hanno fatto qualcosa a 40 giorni dall’alluvione. Il punto è che qui non è arrivato un soldo dall’Esecutivo. Va bene pure Figliuolo ma domani mattina cominciamo a  vedere qualche misura e qualche soldo vero?”.

ALLUVIONE, SUL PIATTO 8 MILIARDI - È una montagna di soldi. Basteranno? Figliuolo è un uomo che sa ascoltare e ha già dato prova di se’ nell’emergenza (Covid). Ha un suo metodo ampiamente dimostrato nella campagna vaccinale: non una militarizzazione, come temevano i nesci, ma “una modalità snella, veloce, con modelli solidi capaci di cambiare a seconda delle esigenze.

Come nei giorni del dopo Arcuri ai tempi dei “petali” vaccinali anche in Emilia Romagna. Serve una accelerazione, un cambio di passo, una sveglia concreta per le famiglie senza casa, senza lavoro, senza speranza” (Valerio Baroncini su QN). Serve soprattutto una riconciliazione fra governo centrale e amministrazioni locali.

LE OPERE PER USCIRE DALL’INCUBO DEL POST ALLUVIONE - Il generale Figliuolo ha davanti a se un elenco delle opere necessarie per far uscire l’Emilia Romagna dall’incubo dell’alluvione. Sul tavolo del ministro della Protezione Civile ci sono già 6.000 presenti. Si tratta di interventi ritenuti necessari ed immediati sul reticolo idrografico e sulla rete viaria provinciale.

Figliuolo a questo punto dovrà valutare non solo gli stanziamenti ma anche dare un ordine di priorità ai cantieri da aprire. I danni sono immensi. La regione ha calcolato che occorrono oltre 4 miliardi per fiumi, strade e infrastrutture pubbliche.

Per le sole ferrovie occorrono 93 milioni per il trasporto pubblico locale 330 milioni per 368 interventi già individuati. Per i beni culturali, le scuole e il patrimonio regionale sono necessari 45 milioni; il doppio per il ripristino del servizio idrico. Il generale dovrà occuparsi anche della ricostruzione in altre aree come Toscana e Marche colpite da calamità naturali.

Però sono scintille sul post alluvione. Sotto la istituzionale armonia Figliuolo-Bonaccini c’è un focherello (eufemismo) che agita le acque.

Prima critica Pd:”Il Commissario porti il quartier generale il Romagna”. Dunque già bocciata la prevista doppia sede, cioè Roma e Bologna.

Seconda critica firmata proprio dal governatore Bonaccini:”L’Esecutivo ha un ritardo imbarazzante”; frase pesante per un sub Commissario alla ricostruzione. Ma ci sta.

Terza critica, stavolta dal vice ministro Galeazzo  Bignami.”Hanno presentato liste gonfiate con interventi non legati alla alluvione”. Sottinteso. La Regione gonfia e tuona per distrarre l’attenzione sul fatto che “è stato investito poco e male sulla prevenzione e cura del territorio” (Marta Evangelisti, capogruppo di Fdi in Emilia).

Attacco allusivo a Bonaccini e a Elly Schlein, a suo tempo vice presidente dell’Emilia Romagna con delega proprio alla cura della vasta area ferita. Figliuolo già dalla sua prima visita in elicottero sulle zone colpite e nella successiva conferenza stampa si è accorto dell’aria che tira.

Saggiamente, si è limitato ad ascoltare (sindaci, parti sociali, sindacati, imprese); facendo professione di umiltà, promettendo “nuove visite”, assicurando sintonia e armonia  con i tre suoi vice, ovvero i governatori Bonaccini (Emilia Romagna),Giani (Toscana ), Acquaroli (Marche). Ma anche garantendo “legalità e trasparenza”. Avvisati i furbetti golosi.

LE RICHIESTE DEI SINDACI DEMOCRATICI - La struttura commissariale per l’alluvione dovrebbe prevedere 60 persone, quella per il terremoto ne aveva un migliaio. Tradotto in bolognese: il modello di ricostruzione del sisma poteva essere autosufficiente.

Ma ormai la decisione del Governo è presa e non resta che collaborare a cominciare da una lista di interventi che la Regione dovrà spiegare. E qui viene il bello. C’è già addirittura una interrogazione che reclama chiarezza su quanto non è stato fatto in questi anni.

La Regione dovrà fornire le carte e spiegare taluni fabbisogni annunciati. Ad esempio, perché nella lista si sono inseriti comuni non propriamente alluvionati che avevano già problemi strutturali pregressi?

Inoltre, ci sono da chiarire le richieste avanzate dagli edifici scolastici cittadini ( hanno chiesto somme ingenti per i rifacimenti dei coperti); le richieste delle aziende sanitarie,  degli edifici museali.

C’è poi da chiarire la richiesta del comune di Cesena : 4 milioni di euro per il rifacimento della sala Bingo Ippodromo  e le richieste di rifacimento di staccionate da parte degli Enti Parchi. La competenza del Generale Figliuolo sarà messa a dura prova.