(Foto Ansa)

Sono confermate quattro vittime non identificate e almeno fra 9 e 14 persone ancora non localizzate, secondo l'ultimo bilancio provvisorio fatto questa mattina dalla sindaca Maria José Català dalla postazione delle Emergenze vicino all'edificio di 14 piani ridotto a uno scheletro dal pauroso incendio di ieri pomeriggio.

Dei 14 feriti, soltanto sei restano ancora ricoverati, fra i quali 5 vigili del fuoco, per ustioni o fratture riportate nel tentativo di mettere in salvo i residenti del complesso di due blocchi di alloggi.

Català ha segnalato che un punto di assistenza psicologica ai familiari degli scomparsi è stato allestito nel posto di comando avanzato, mentre un secondo per l'assistenza alle famiglie evacuate è stato allestito nel centro de La Tabacalera. Negli hotel restano ospitati 36 dei residenti dei due blocchi.

Fra i dispersi ci sarebbe una coppia di giovani coniugi con due bambini, rispettivamente di due anni e di due mesi, che sarebbero stati sorpresi dalle fiamme nella loro abitazione, secondo fonti dei servizi di emergenza riferite dal media Levante. La gravità della tragedia ha suscitato costernazione nell'asilo San Pau, frequentato dai due bambini della famiglia dispersa.

"La priorità è ora la ricerca delle vittime e senza dubbio cercare di salvaguardare la sicurezza dei servitori pubblici" impegnati nei servizi di emergenza, ha affermato il premier spagnolo, Pedro Sanchez, in dichiarazioni ai cronisti dal 'ground zero' dell'incendio di Valencia, dopo un incontro con i tecnici e il Centro di coordinamento delle emergenze.

"A nome del governo di Spagna e dell'insieme della società spagnola voglio esprimere la solidarietà, l'empatia e l'affetto ai familiari delle vittime di questo terribile incendio", ha detto Sanchez. Il premier ha ringraziato per il lavoro le squadre di emergenza, i vigili del fuoco, l'Unità dell'esercito, la polizia nazionale e locale e la Croce Rossa per "l'assistenza fondamentale alle famiglie che in questa terribile tragedia vivono l'angoscia di aver perduto tutto nell'incendio".

Le squadre di vigili urbani non sono ancora potute entrare nella torre 1, di 14 piani, ridotta dalle fiamme a uno scheletro fumante e a rischio di crollo. In azione da ieri pomeriggio anche i tecnici della Ume, l'Unità militare dell'esercito, che assieme ai vigili del fuoco stanno mettendo in sicurezza la struttura con gru dall'esterno e il supporto di droni, per poter ispezionare l'interno dell'edificio alla ricerca delle vittime, che i vigili del fuoco non sperano di ritrovare in vita.

Le fiamme si sono sviluppate alle 17:30 dall'ottavo piano per motivi in corso di accertamento, a causa del forte vento di ponente e delle temperature elevate di 25 gradi si sono rapidamente propagate lungo la verticale del grattacielo ed estese anche alla torre 2, nello stesso blocco del complesso residenziale, dove complessivamente vivono circa 350 persone in 140 appartamenti.

Numerosi residenti, fra i quali un padre con la figlia e una coppia, rimaste a lungo intrappolate su balconi dei piani superiori, dell'edificio sono stati portati in salvo dai pompieri, accorsi sul posto con decine di squadre, mentre veniva montato un ospedale da campo e inviate unità mobili per ustionati e di rianimazione. I vigili del fuoco non hanno ancora ispezionato l'interno dello stabile, che rischia di crollare.

I servizi di emergenza del 112 si avvalgono della collaborazione della Ume, l'Unità militare dell'esercito, che ha inviato una carovana di mezzi da Madrid, per mettere sotto controllo le fiamme e in sicurezza le due torri. Drammatiche le testimonianze dei residenti del complesso residenziale di lusso, in una delle zone di espansione della città, simbolo del boom immobiliare. "Abbiamo visto i vetri esplodere per il fuoco e la temperatura è diventata insopportabile e siamo fuggiti fuori. Ma c'erano ancora molte persone all'interno, che urlavano disperate cercando i loro parenti e alle quali i pompieri hanno detto di mettere panni bagnati sotto le porte per tentare di bloccare le fiamme e il fumo", ha raccontato Vicente ripreso dalla tv nazionale Rtve.

"Siamo sorpresi dalla rapidità con cui si sono propagate le fiamme, un'ora dopo il fuoco è passato anche alla torre 2, ci sono ancora molte persone dentro", ha riferito sotto choc fra le lacrime Adriana Banu, l'amministratrice del complesso, al media locale Levante. Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco, il materiale isolante sugli edifici costruiti 15 anni fa avrebbe favorito il rapido sviluppo del rogo, peraltro senza che si siano attivati i sistemi antincendio.

La vicepresidente dell'Ordine degli Ingegneri tecnici industriali di Valencia, Esther Pchades, che effettuò una perizia sul grattacielo, ha attribuito la voracità delle fiamme al rivestimento di uno strato di poliuretano fra le placche di alluminio che ricoprivano la facciata, un prodotto "altamente infiammabile, che ha provocato l'espansione delle fiamme a tutto il palazzo in meno di mezz'ora", ha dichiarato alla tv valenziana A' Punt.

Secondo l'esperta, l'incendio stabilirà "un prima e un dopo" in Spagna, dove fino ad ora non si era verificato alcun episodio di tali drammatiche proporzioni. Dopo l'incendio del grattacielo Grenfell di Londra nel 2017, che provocò decine di vittime, alcuni Paesi, fra i quali appunto la Gran Bretagna, hanno vietato il poliuretano nelle costruzioni delle facciate, ma non la Spagna dove, soprattutto durante il boom immobiliare del decennio 2000- 2009, data a cui risale l'edificazione delle due torri di Valencia, sarebbe stato largamente impiegato.

E "lo è tuttora, sebbene isolato con barriere tagliafuoco", per impedire che si propaghi il fuoco in caso di incendio. Secondo Puchades dopo l'incendio di oggi in Spagna, dove finora non si era verificato nessun rogo di così vaste proporzioni, potrebbe essere rivista la normativa, per vietare l'uso del poliuretano nei rivestimenti degli edifici, Intanto nella notte a Valencia è partita una gara di solidarietà fra i cittadini per riallocare le famiglie evacuate che sono state tutte ospitate, anche in alberghi e strutture di accoglienza, dopo aver perduto tutto nel tragico rogo.