"Mi sono sempre più convinto, soprattutto negli ultimi mesi, che la corretta informazione sia un bene necessario, assoluto e quindi va tutelato, difeso, sostenuto e magari aiutato a crescere". Lo ha detto il sottosegretario all'Editoria, Giuseppe Moles, presentando, insieme al consigliere, Ferruccio Sepe, lo studio "Il sostegno all'editoria nei principali Paesi d'Europa". Un vero e proprio focus comparativo sugli altri paesi europei, "al fine di verificare se il complesso sistema italiano che supporta l’informazione, in modo diretto e indiretto, costituisce una nostra peculiarità oppure se trova una corrispondenza in altri paesi europei di consolidata tradizione democratica" ha spiegato Moles.

CORRETTA INFORMAZIONE E' BENE PRIMARIO
"Attraverso questo rapporto - ha spiegato Moles- abbiamo voluto dare un contributo di analisi, dati, idee sul tema del sostegno all'editoria e quindi abbiamo messo a confronto una serie di Paesi per vedere cosa succede fuori casa nostra". "Credo che sia un utile strumento di discussione" ha aggiunto l'esponente del governo secondo cui "soltanto una corretta informazione fatta da persone chi si assumono la responsabilità e che sono dotate di una professionalità superiore, è un bene primario per la democrazia liberale" e di conseguenza "necessita del dovuto sostegno". Per farlo l’idea di Moles (e del governo) è quella di aprire una serie di tavoli “informali” per un confronto diretto con tutti i protagonisti del mondo dell’editoria.

GOVERNO VUOLE TORNARE AD INVESTIRE
“I tavoli - ha spiegato Moles - sono una mia iniziativa di tipo informale che vogliono essere un momento dove ognuno degli attori del sistema possa esprimere la sua opinione e contributo di idee insieme al Dipartimento. Creare un modo informale e più diretto di confronto”. Infine: "l'introduzione di un fondo straordinario per l'editoria nella legge di bilancio significa che il governo vuole tornare a investire", ha ribadito ancora.