Era nato come misura sanitaria, si è trasformato cammin facendo in un plusvalore che ha favorito le esportazioni delle carni uruguaiane all’estero. E’ il sistema di tracciabilità dei capi di bestiame, secondo quanto affermato da Federico Stanham, presidente dell’Istituto nazionale delle carni di Montevideo.

In un’intervista pubblicata su El Pais, Stanham ribadisce quanto il sistema sia “utile e apprezzato a livello globale. Per questo, puntiamo ad estendere il sistema di tracciabilità anche alla catena industriale e a quella della distribuzione”. Ogni esemplare, insomma, sarà identificato e tracciato dalla nascita fino al macello, un requisito – ad esempio – che “la Cina ha iniziato a esigere prima di importare ogni tipo di carne”.

Grazie alla tracciabilità, nei primi due mesi del 2018 le esportazioni di carne uruguaiana sono aumentate del 24% rispetto allo stesso periodo del 2017 e la Cina, con il 41% del totale, è la principale importatrice seguita da Unione Europea (17%) e dai tre paesi Nafta, Usa, Messico e Canada.