C’è un nuovo capitolo nella diatriba che vede, in Brasile, contrapposte da una parte Santa Teresa, nello stato di Espirito Santo e dall’altra São João Batista nello stato di Santa Caterina.

La lotta è per il titolo di città più antica, in Brasile, fondata dagli emigranti italiani. Una legge firmata dal presidente Michel Temer ha premiato Santa Teresa le cui origini risalgono al 1875, ma São João è insorta perché Colonia Nova Italia, che si trova sul suo territorio, ha radici che risalgono al 1836.

Ecco allora che in campo è scesa anche la professoressa Soraia Schutel che poi è la trisnipote del fondatore di Colonia Italia, Henrique Schutel che quasi duecento anni fa ebbe la collaborazione di Carlo Demaria.

La prof. Schutel ha visitato quei luoghi che nacquero grazie al trisnonno e lo ha fatto assieme al fratello Henrique e alla mamma Margareth Niehues de Farias Schutel. E per l’occasione c’è stato anche un incontro particolare: infatti, assieme ai suoi familiari, ha avuto la opportunità di conoscere Bernardina Angeli Faguandes, per tutti dona Dinha, che è la più anziana erede dei primi 132 coloni italiani che abitarono Colonia Nova Italia.

Poi ancora una sosta nella cappella São José, il protettore degli abitanti della prima colonia italiana in Brasile. Soraia, che parla in italiano, ha anche rivelato però che, prima di conoscere le sue origini, mai avrebbe pensato che si rifacessero ai primi italiani arrivati in Brasile.

Ed è stato per le sue origini che si è voluta impegnare personalmente dopo la legge firmata da Temer che ha voluto celebrare Santa Teresa. Per farlo Soraia Schutel ha anche registrato due messaggi, uno in italiano e l’altro in portoghese, sollecitando il presidente del Brasile a correggere l’errore storico revocando la legge nº 13.617 dell’11 gennaio che ha tolto a Colonia Italia il titolo di culla della colonizzazione italiana in Brasile.