I tre napoletani scomparsi in Messico

Nuovo incontro, oggi, alla Farnesina tra il direttore generale per gli italiani all'estero, Luigi Maria Vignali e i familiari dei tre italiani scomparsi in Messico dallo scorso 31 gennaio. Alle famiglie Russo e Cimmino sono stati comunicati gli esiti degli ultimi passi e gli incontri avuti con "autorevoli interlocutori messicani" a livello politico, giudiziario e investigativo. "Alle controparti messicane - spiega la Farnesina in una nota - sono state ribadite l'importanza che il governo attribuisce alla vicenda e l'urgenza di fornire al più presto notizie ed elementi certi alle famiglie, richiedendo al riguardo massime rassicurazioni sull'impegno profuso dalle autorità locali per risolvere rapidamente il caso".

LE RIUNIONI DEI GIORNI SCORSI
La riunione di oggi segue di pochi giorni la recente missione del sottosegretario Vincenzo Amendola in Messico, il colloquio tenutosi lo scorso 28 febbraio tra il ministro degli Esteri Angelino Alfano e il suo omologo messicano, e l'incontro del 6 marzo scorso alla Farnesina del ministro con i familiari dei tre desaparecidos.

"PER GLI INQUIRENTI MESSICANI SONO VIVI" 
"In Messico hanno garantito che stanno cercando i nostri connazionali come persone vive, stanno cercando degli scomparsi e non dei morti" ha spiegato l'avvocato Claudio Falleti, legale dei parenti di Raffaele Russo, del figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino, i tre napoletani scomparsi in Messico. C'era anche Falleti, insieme ad alcuni familiari dei tre napoletani all'incontro alla Farnesina.  Un "segnale politico del quale diamo atto al Ministero - spiega l'avvocato Falleti - che trasmette all'altro Stato l'intenzione di non dimenticare i nostri connazionali, che l'attenzione resta alta".

INSISTIAMO PER L'INVIO DEGLI INVESTIGATORI
Gli incontri, riferisce Falleti, "si sono mossi a livello politico, con l'incontro con il viceministro agli Esteri del Governo messicano, poi a livello giudiziario e investigativo. La delegazione si è spostata in varie procure e ha incontrato il corpo speciale incaricato delle indagini. C'è materiale probatorio che dev'essere vagliato, noi abbiamo chiesto garanzie e tempi stretti".  Gli inquirenti messicani, spiega l'avvocato, "hanno garantito che li stanno cercando come persone vive, noi abbiamo ovviamente rilanciato spiegando che non ci accontentiamo di un'unica persona dell'Interpol legata all'Ambasciata presente in Messico, ma insistiamo perché il Ministero dell'Interno possa ottenere l'invio di una delegazione investigativa a supporto per coadiuvare gli investigatori messicani".