Sarebbe “auspicabile” una riforma delle istituzioni che preveda “l’elezione diretta del presidente della Repubblica, la riduzione di una Camera e dei parlamentari”. Ma al momento “il contratto di governo” Lega-Cinquestelle “ha altre priorità”. Ospite del Meeting di Cl a Rimini, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti è tornato a parlare di un tema particolarmente caro al governo gialloverde.

“Non solo in Italia, oggi i parlamenti non hanno più i ruoli del passato. Quello del Parlamento è un ruolo che appare sostanzialmente inutile – ha spiegato-. Oggi, in qualche modo, la gente vuole un rapporto diretto con colui che decide e comanda. Questo può ispirare a una riforma all’elezione diretta del presidente della Repubblica, alla riduzione di una camera e riduzione dei parlamentari? Io auspicherei di sì”. Ma “non è nei titoli del contratto di governo che ha altre priorità”.

“Io ritengo che una riforma delle istituzioni – ha spiegato – sia una cosa fondamentale per dare una risposta al quesito che il Meeting mi ha posto per dare il mio contributo”. Ovviamente Giorgetti non si è sottratto a dichiarazioni riguardanti il dramma di Genova, rispondendo a domande sul voto favorevole alle concessioni autostradali che “probabilmente fu un errore, a posteriori fu un errore” e “d’ora in avanti l’attenzione dovrà essere massima, al netto di tutta la procedura di revoca che fa il suo percorso e dell’inchiesta penale che farà il suo corso e può incidere sull’esistere o meno della concessione”.

Alla domanda su cosa succederà se si revoca la concessione Giorgetti ha spiegato: “Ci sono Paesi in Europa dove lo Stato fa il suo mestiere e lo fa bene e in altri dove  ci sono le concessioni. Se ne discuterà se si andrà alla revoca. Ci sono già ora discussioni su alcune importanti tratte, come l’Autostrada del Brennero e si valuterà se andare a gara”. Sul piano per le infrastrutture a cui sta pensando il governo dopo il disastro di Genova ecco il suo pensiero: “Dobbiamo non solo stanziare le risorse, ma realizzare le opere. Dal momento in cui si stanzia la risorsa, si fa il progetto e si realizza l’opera in Italia purtroppo servono 2-3, anche 10 anni. Dobbiamo fare un grande sforzo per velocizzare le procedure, naturalmente con tutte le garanzie del caso”.

Il sottosegretario è andato poi cauto sul prossimo futuro dei vertici di Autostrade per l’Italia: “Stanno facendo delle valutazioni” per capire cosa sia successo. Decidere di eventuali dimissioni “sta alla loro coscienza in base a queste valutazioni”. “Ciascuno dovrà fare delle valutazioni obiettive del proprio operato e poi decidere cosa fare”, ha aggiunto. Nel corso dell’incontro romagnolo, Giorgetti ha spiegato che a suo parere non ci sono i termini per revocare la concessione delle infrastrutture autostradali affidate ad Autostrade per l’Italia attraverso una legge. “Ho detto che i margini di redditività che vedo nei confronti delle convenzioni mi sembrano leggermente spropositati .- ha poi concluso Giorgetti – Non sono persuaso a una gestione diretta dello Stato”.

Stefano Ghionni