“Salvate il generale Nobile” nel novantesimo anniversario della spedizione del Dirigibile Italia al Polo Nord, organizzata dalla Regia Aeronautica, La Spezia ha ricordato l’operazione di salvataggio che partì proprio dalla città ligure. La nave appoggio “Città di Milano” venne modificata all’interno dell’Arsenale militare della Spezia, da dove si avviò nel luogo del disastro; la radio trasmittente “Ondina”, che permise il salvataggio dei superstiti, fu costruita in Arsenale; molti spezzini parteciparono sia alla spedizione che al salvataggio. Oggi il Museo Navale custodisce la stazione radio completa del Dirigibile che rappresenta una delle collezioni più importanti al mondo nel settore della comunicazione.

L’Associazione Amici del Museo Navale e della Storia ha organizzato un convegno che ha svariato dalla rievocazione storica del Dirigibile Italia alle problematiche ambientali che oggi aggravano lo stato del circolo polare artico passando per il recupero di figure leggendarie come Umberto Nobile, l’aviatore Umberto Maddalena, l’esploratore Roald Amundsen, rievocato dal nipote Petter Johannesen. A ciò si aggiungono i resoconti dei ricercatori che hanno svolto attività sperimentali e di ricerca in Artide nel 2018 a bordo delle navi Alliance e Nanuq, condotte rispettivamente dalla Marina Militare, in supporto dell’organizzazione internazionale Woods Hole Oceanographic Institution e da Polarquest 2018.

Molti discendenti degli spezzini coinvolti hanno letto alcune toccanti lettere scritte dai superstiti alle loro famiglie e affidate ai tre colleghi che lasciarono l’accampamento sul pack per tentare di raggiungere a piedi la terraferma. In mostra alla Mediateca sono state esposte foto inedite della spedizione, rari strumenti di ricerca utilizzati nelle missioni polari, una stazione radio di dirigibile dell’Associazione Rover Joe di Fidenza.

Il Dirigibile Italia, progettato e guidato dal generale Umberto Nobile, lasciò l’hangar di Ciampino il 19 marzo 1928 diretto all’hangar di Baggio da dove il 25 maggio raggiunse il polo per precipitare poi sul pack. Dei sedici membri dell’equipaggio sei rimasero intrappolati nell’involucro del dirigibile che riprese a volare e di loro si persero le tracce. Dei dieci superstiti sbalzati sul ghiaccio uno morì quasi subito per emorragia interna. Sul pack fu montata una tenda con mezzi di fortuna, la mitica “tenda rossa”, dalla quale furono trasmessi i messaggi di soccorso per mezzo della radio di emergenza Ondina messa in
funzione da Giuseppe Biagi, radiotelegrafista della Marina. I suoi SOS permisero la localizzazione e il salvataggio dei superstiti. I messaggi, infatti, furono ricevuti il 3
giugno da un radioamatore russo.

Alle operazioni di ricerca parteciparono molte nazioni ma i superstiti furono avvistati solo il 20 giugno. Il 12 luglio, dopo 48 giorni sul pack, la rompighiaccio russa Krassin raggiunse i sopravvissuti della spedizione a piedi ed i sopravvissuti della Tenda rossa. Il Museo Navale conserva radio Ondina, a cui si è aggiunta la cuffia radio di Giuseppe Biagi, depositata presso il Santuario del Divino Amore di Roma come ex voto. La spezzina Annalisa Coviello ha scritto un libro su questo episodio: “1928: dalla Spezia al Polo Nord a bordo della nave appoggio Città di Milano” (Edizioni Giacchè). L’autrice ricorda le ore passate con nonno Michele e i suoi racconti di quando partì come nocchiero sulla nave appoggio della spedizione Nobile al Polo Nord. Ricorda anche episodi inediti che riaffiorano sfogliando le pagine dell’album di quelle foto che sono diventate oggi un documento della storica impresa.

Come il racconto di giovani marinai che raggiunsero scalzi la cima dell’hangar “arrampicati come scoiattoli” in alto sulle traverse, per liberare il Dirigibile Italia dal ghiaccio. Un diario, scritto in forma di dialogo, in cui tutto è documentato, la partenza, la navigazione, l’arrivo al Polo, ma anche le fasi drammatiche del naufragio del dirigibile e quelle emozionanti della ricerca e del recupero dei superstiti, fino al rientro a casa, alla Spezia.

Marco Ferrari