Foto Depositphotos

È ufficiale: Luigi Di Maio, dopo la disfatta elettorale alle europee, ha deciso che si sottoporrà sulla piattaforma Rousseau al voto degli iscritti. Che dovranno decretare se riconoscono ancora in lui o meno il capo politico del M5s. L’annuncio è sul Blog delle Stelle.  

“Prima di ogni altra decisione, oggi però ho anche io il diritto di sapere cosa ne pensate voi del mio operato. Voglio sentire la voce dei cittadini che mi hanno eletto capo politico qualche anno fa. Quindi a voi la parola”, scrive Di Maio.

Chiedo di mettere al voto degli iscritti su Rousseau il mio ruolo di capo politico- aggiunge- perché è giusto che siate voi ad esprimervi. Gli unici a cui devo rendere conto del mio operato. Sarà tutto il movimento 5 stelle a scegliere. Se il movimento rinnoverà la fiducia in me allora ci metteremo al lavoro per cambiare tante cose che non vanno. Io personalmente con ancora più impegno e dedizione”.

“La domanda a cui rispondere spiega è: confermi Luigi Di Maio come capo politico del movimento 5 stelle? Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 20 di oggi 30 maggio”. La piattaforma Rousseau peró, lo ricordiamo, è stata multata dal garante della Privacy in quanto giudicata “inaffidabile e manipolabile”. Il garante Antonello Soro ha ricordato che “l’Associazione Rousseau ha pagato la sanzione che gli era stata comminata, riconoscendo la fondatezza dei rilievi visto che  non vi è stata impugnazione”.

La piattaforma, ad aprile, è stata multata di 50 mila euro per “importanti vulnerabilità” riscontrate nel portale, dopo aver chiesto più volte di tappare i buchi presenti nella sicurezza del sito. Lacune che si esprimono sia sulle “credenziali di autenticazione” degli utenti, sia sulla “protezione dei dati, specificamente riferita alle funzionalità di e-voting attribuite alla piattaforma”.

Il problema è che le misure di sicurezza adottate in seguito alla prima ammonizione dell’Authority non sono servite a proteggere “i risultati delle votazioni” che rimangono “esposte per un ampia finestra temporale” agli “accessi ed elaborazioni di vario tipo (che vanno dalla mera consultazione a possibili alterazioni o soppressioni, all’estrazione di copie anche offline)” e dunque “non garantiscano l’adeguata protezione dei dati personali relativi alle votazioni online”.