I pompieri di Bruxelles sono inferociti per un tentativo del Governo municipale di imporgli un nuovo logotipo “soft” in linea con un progetto d’identità che mira ad addolcire l’immagine della capitale belga ed europea. Il disegno incorpora l’idea delle fiamme con l’immagine di un fiore stilizzato: l’iris, scelto come emblema della città nel 1992 sulla base di una leggenda secondo la quale la pianta avrebbe una volta dato al Ducato di Brabant un’importante vittoria militare.

I cavalieri del casato, sapendo che il fiore non ama crescere nell’acqua profonda, avrebbero seguito i suoi steli per attraversare senza danno dei campi allagati che il nemico, credendoli non superabili, aveva trascurato di difendere. La storia, forse un po’ debole, è comunque servita a giustificare la scelta di un fiore più o meno amabile – e perfino storpiabile in un sorta di cuore – come simbolo per la promozione turistica della città. Vedersi appioppare però, senza consultazione, un’immagine così moscia e politically correct non è piaciuto ai pompieri cittadini che, piuttosto delle asce incrociate e l’elmo del vecchio e “maschio” logo, ci vedono invece le natiche, come spiega Eric Labourdette, un sindacalista del VSOA, una delle formazioni che rappresenta i pompieri: “Ha più l’aspetto di un derrière che del logo di un servizio anti-incendi”.

Dopo una marcia di 250 pompieri della capitale belga – che strada facendo hanno lanciato fuochi d’artificio e incendiato numerosi cartoni sul selciato (per poi spegnerli) – il Comune è sembrato fare marcia indietro, precisando che la decisione di imporre un logotipo da promozione turistica al personale che combatte gli incendi e i disastri industriali “non è ancora finale”. Labourdette ha riassunto la posizione degli iscritti al suo sindacato: “Siamo pompieri. Non tocca affatto a noi fare pubblicità per Bruxelles. Vogliamo fiamme, un’ascia e l’elmo come nostro emblema”.

James Hansen