“Negli ultimi 6 anni ho visto i deserti avanzare e i ghiacci sciogliersi. Spero che le nostre parole e visioni possano essere condivise per allarmare davvero le persone verso quello che oggi è il nemico numero uno ossia il riscaldamento globale”. Sono queste le parole dell’astronauta Esa, Luca Parmitano, nel primo collegamento in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale, dove trascorrerà i prossimi 200 giorni con la missione Beyond. Un allarme che Parmitano spera possa dare una spinta ai leader del mondo “per cercare di migliorare la situazione se non invertirla. Dobbiamo fare il possibile per rallentare e fermare questo processo”.

“L’adattamento è stato velocissimo rispetto alla prima volta, mi sono sentito subito a casa, il mio corpo ha ricominciato subito a comprendere come muoversi e come spostarsi. Credo che la cosa più difficile sia stata riabituarsi al caffè a bordo”: sono passati soltanto nove giorni dal lancio di Luca Parmitano verso la Stazione Spaziale Internazionale, ma nello Spazio, l’astronauta italiano dell’ESA si sente a casa. Ecco la prima conferenza stampa in diretta dalla ISS. Luca Parmitano, impegnato nella missione ESA Beyond, è approdato alla Stazione Spaziale Internazionale insieme all’astronauta statunitense Andrew Morgan e al cosmonauta russo Alexander Skvortsov domenica 21 luglio 2019. Il programma della missione Beyond – che nella seconda fase vedrà Parmitano assumere il ruolo di comandante della Stazione Spaziale – prevede una serie di operazioni, tra cui 50 esperimenti europei e oltre 200 esperimenti internazionali di microgravità.

Tornare nello Spazio per la seconda volta fa in un certo senso partire avvantaggiati. “Poiché è stato così facile riabituarsi, ho cominciato a godere subito della bellezza della microgravità, del piacere di muoversi in libertà, di non avere un peso, di spostarmi da una parte all’altra della stazione semplicemente spostandosi con un dito. Cose che durante la missione Volare (nel 2013, ndr), avevo apprezzato soltanto alla fine”. Sulla Terra siamo alle prese con le conseguenze più estreme dei cambiamenti climatici. Si vedono questi segnali, dalla ISS – gli chiediamo – e che differenza c’è rispetto a sei anni fa? Come può aiutarci, la Stazione Spaziale, in termini di consapevolezza?

“La Stazione Spaziale Internazionale è una delle piattaforme che possono dare conoscenza per quanto riguarda il riscaldamento globale. L’Agenzia Spaziale Europea ha un programma satellitare che fa osservazione terrestre ad altissima definizione, ed è lì che abbiamo visto i dati scientifici che ci danno idea di quale sia il trend del riscaldamento globale. Noi dalla ISS possiamo fare osservazione umana, e quello che posso dire è che io ho visto davvero i cambiamenti, nelle foto mie e dei colleghi degli ultimi sei anni; ho visto i deserti avanzare, ho visto i ghiacci squagliare, nelle foto che erano mie e che adesso continuerò a fare. Spero che il nostro sguardo possa essere condiviso per allarmare la gente verso quello che è il nemico numero uno oggi, il riscaldamento globale. E che possa dare una spinta ai nostri leader, per fare tutto il possibile per cercare di migliorare la situazione”.