L'Onorevole Adriano Cario

Abrió la Nueva Sede consular Italiana en Montevideo, en Av Brasil 2980 ciudad donde viven más de 150mil italianos y miles de descendientes. Es un espacio de 200 m2 que se agregan a la pequeña oficina Consular donde se ofrecían todos los servicios a los compatriotas después del cierre del Consulado en 2015. Con la fuerza del MAIE con el Sottosegretario Ricardo Merlo, el diputado Mario Borghese y la unión de varios parlamentarios hacemos la fuerza para que a los italianos en el exterior nos tengan en cuenta. El trabajo para los italianos en el mundo continúa sin pausas, incluso en pleno verano italiano”.

Non è fantascienza ma un appunto scritto qualche giorno fa dall’On. Adriano Cario, ex USEI (prima di assumere già MAIE) che ha scritto nella sua pagina di Facebook per i suoi fans! Aldilà del fatto che è scritta in spagnolo perché l’Italiano non si parla da parte di alcuni onorevoli del Parlamento italiano, parlare di apertura della nuova sede consolare, non significa altro che ignoranza. Prima di tutto non si tratta di una sede consolare ma di un’annesso di una cancelleria consolare, poi, per pura precisazione, la “pequeña oficina Consular donde se ofrecían todos los servicios a los compatriotas” significa ignorare che non si tratta di un piccolo ufficio consolare ma di una Cancelleria Consolare che si trova all’interno dell’Ambasciata italiana, risultato di un declassamento del Consolato d’Italia, avvenuto nell’anno 2014.

Ci pare di mal gusto esaltare risultati vincolati al Presidente del MAIE, con la delega di Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo e compagnia, dato che la lotta è stata dei connazionali e del COMITES di Montevideo. Sono comunicati che, non solo sono bugie bianche, ma anche sono comunicazioni che possono far pensare che, affinchè i 120.000 (e non 150.000) connazionali in Uruguay possano avere risultati concreti per i propri interessi, abbiano l’obbligo di votare il MAIE!!

Non capiamo come il MAIE, un partito nato dallo sforzo di un parlamentare come Ricardo Merlo che fa il suo lavoro dal 2006, possa permettere che i propri parlamentari diffondano queste informazioni alla leggera per disinformare le nostre comunità latinoamericane! È un vero peccato che ancora esistano leggerezze del genere. È giocare col fuoco e soprattutto è sottovalutare l’intelligenza dei nostri connazionali. Forse alcuni potranno credere a questi pettegolezzi da cortile ma, almeno noi, dobbiamo denunciarli.

STEFANO CASINI