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Partita da Udine, l’inchiesta ha scoperchiato un sistema d’illeciti sulle case di riposo per anziani. Un trucco portato avanti da anni. L’operazione delle Fiamme Gialle ha messo in risalto un sistema di spese gonfiate in sei Rsa toscane. In allarme i sindacati, temono per i posti di lavoro e chiedono alla Asl centro "chiarimenti immediati e dettagliati". L’ombra della maxi frode sanitaria della società Sereni Orizzonti si abbatte anche sulla Toscana. E non è improbabile che si allarghi ad altre regioni italiane. Dichiarazioni falsate, impiego di personale non qualificato, documentazioni provanti distrutte all’arrivo delle forze dell’ordine. Nel corso delle indagini è emerso che la società si sarebbe appropriata di fondi pubblici delle aziende sanitarie regionali senza però "provvedere a erogare le prestazioni assistenziali secondo gli standard normativamente e/o contrattualmente previsti". Tra queste regioni – ha spiegato la Procura di Udine – c’è anche la Toscana. Tre persone sono state arrestate, oltre a Massimo Blasoni, fondatore e socio di maggioranza della società Sereni Orizzonti. Che in Toscana gestisce sei aziende: Villa Desideri e Arcolaio a Firenze; Valverde a Fiorenzuola. Villa i Pitti a Signa; Villa San Biagio Dicomano e Mentesavano (Pelago). Le indagini continuano. E le analisi delle intercettazioni contribuiranno a quantificare con certezza i danni economici causati a tutte le Regioni vittime della frode. Attualmente quelle sotto inchiesta sono Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Sicilia. Il marcio allargato, la frode come sistema in molti posti d’Italia. Gratta gratta, ogni giorno si scopre qualcosa di lercio. Sei sedi toscane ad alto rischio per i suoi dipendenti. La brutta storia allarma il sindacato fiorentino FpCgil. Questi sono giorni di forti timori in Toscana. Sembrano a questo punto inevitabili i riverberi su tre quarti del territorio nazionale. Il sindaco esprime intanto preoccupazione per "il recupero delle difformità economiche e normative contrattuali ad oggi rilevate nelle buste paga dei lavoratori interessati". Una storia dai risvolti che s’annunciano addirittura pessimi. Una nota del sindacato recita: "Un totale di trecento posti letto e oltre duecento lavoratori sono a rischio". Il sindacato ha chiesto un incontro con il direttore generale di Asl Toscana Centro per "fare luce sul futuro delle case di risposo locali". Il problema è serio e sembra problematico prevedere dove andranno a parare le sei Rsa toscane finite nell’inchiesta partita da Udine. "L’incontro è necessario per la continuità dei servizi e l’adozione di provvedimenti necessari alla correzione degli stipendi dei lavoratori. Anche se sarà utile e corretto l’apertura di procedure di responsabilità solidale previste dalle norme". Ma come funzionava il trucco? Le Fiamme Gialle hanno appurato quanto segue: Sereni Orizzonti, per massimizzare i profitti, determinava un livello di assistenza minore ad anziani e minori. Di fatto, lucrava sulla qualità, più bassa era e maggiori erano gli introiti per la società. Gli illeciti segnalati in seguito al completamento delle indagini preliminari riguardano sia il personale interno delle strutture che i pazienti ospitati. "Alcuni operatori socio sanitari venivano impiegati nei servizi di pulizia e cucina". Robe davvero da commedie goldoniano, comunque da terzo mondo, alla luce di quello che oggi è il mondo. Il tempo dedicato alle attività di polizia e cucina "veniva rendicontato a tali attività nelle ore di assistenza". Gli stipendi risultavano di conseguenza gonfiati a dismisura. Doppio lavoro nello stesso momento, doppia paga. In altri casi, i direttori delle strutture erano impiegati anche nell’assistenza ai pazienti. Ma a qual pro? Semplicissimo: bisognava evitare l’assunzione di atri dipendenti. Scavando nel fango sono venuti alla luce contratti irregolari. Irregolari come? In forme di apprendimento, per numerosi operatori, non due e neppure tre, molti di più. All’interno della società Sereni Orizzonti esistevano palesi difformità tra il numero di ore lavorative e quelle dichiarate. Ma non finisce qui, c’è dell’altro, e anche questo è pregno di cattivo odore. In alcune situazioni, erano rendicontate prestazioni mai effettuate. L’azienda è responsabile in toto. Per mascherare gli innumerevoli illeciti avrebbe cancellato documenti dai computer, modificato le reali ore di lavoro e fornito istruzioni al personale in caso d’ispezioni. Manovre in serie, autentiche acrobazie amministrative (e truffaldine) che hanno attirato e calamitato l’attenzione della Procura. Manovre intese ad ostacolare i controlli delle forze dell’ordine. Un gran bel pasticcio. Le indagini mirano ad appurare il reale totale coinvolgimento anche della Toscana.

Questa è una fetta di Sanità che non sana un bel nulla. Ingrassa solo se stessa.

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