Mini show e mini varietà, ma sapete dove, come, con chi? Su RaiUno, con "Viva Raiplay", e lui, Fiorello. Il furetto, il guastafeste, nello show breve formato telefonino. "Avevo detto che mi ritiravo dalla tv, invece eccomi qui. Sono il Matteo Renzi della Rai", e via con la prima battuta al debutto con la nuova trasmissione. Cinque mini show, ospiti e gag in quindici minuti.

Clip in stile instagram pensate per lo streaming. L’anteprima dal Tg1 delle Venti alla tv degli eventi. Giorgino si collega con Fiorello, poi lo show che è lo stesso dell’anteprima. Il progetto è di far conoscere a tutto il pubblico di RaiUno la piattaforma digitale su cui è possibile rivedere in streaming e on demand i programmi Rai. In realtà, a volerla dire tutta, è ormai da un pezzo che il sessantenne eterno ragazzo Fiorello ami in blitz, le durate fulminee, le apparizioni sport. Anche slabbrate, certo, in questa occasione punta e gioca sull’accumulo, impegnando per poche battute a testa un cast affollato e non solo.

Raffaella Carrà, Pippi Baudo, Giorgia, Antonacci, Calcutta, Achille Lauro, Mengoni, Amadues. E Vincenzo Mollica, in voce e pupazzo. Tutti stanno al gioco, si divertono, "Quindici minuti è un intramuscolo televisivo", laddove la sigla ha alluso al mondo digitale e anche la parodia della musica trap, con "Rose rosse" distorta con l’autunno a simboleggiare la mission. Fare da ponte tra RaiUno e la Rete. Fiorello non ha più bisogno di appuntamenti fissi prolungati.

Il pubblico lui l’ha fidelizzato ampiamente, da subito. Lo ha abituato alle sue sorprese, e si diverte e negargliele con lunghi periodi di assenza dal video. Poi, finalmente, torna a giocare. Ma a fare cosa? Il fuori posto, una volta di più. L’incompreso dai critici, il qualunquista giocoso amato dal pubblico. Fiorello qua e là spiazzante, come nell’ospitata televisiva all’interno del programma di Amadeus. Nei quindici minuti del debutto con "Viva Raiplay" ha voluto rinnovare l’antico patto con il pubblico, fingendo anche di fare il guastafeste a casa propria.

Giorgia lo ha definito "il Sergio Mattarella dell’intrattenimento". Una definizione, a ben vedere, non del tutto paradossale. In onda dopo il Tg1 delle 20, orario strategico. Via Asiago, storica sede della Rai, che ospita il programma, letteralmente paralizzata da ore. Il dolce inferno in terra per il debutto di Fiorello. Intorno a lui, i volti che hanno fatto la storia della tv. Il sempiterno guastafeste vestito come un figurino, in completo nero, la pochette bianca nel taschino, come il premier Conte, ma senza le quattro punte. In corridoio, Pippo Baudo sul trono.

"Io monarca della Rai do il lasciapassare a te, Rosario Fiorello". E lo show inizia. Inventa Fiorello, a cinquantanove anni. Piega la tv alle nuove esigenze, lo show è tutto da spacchettare. Giorgia in versione conduttrice. "Vi giunga un cordiale saluto dalla cartilagine del mio ginocchio destro", per cominciare. "Amici, c’è un po’ di emozione, siamo su RaiUno, ma presto saremo su RaiPlay. L’ansia del ritorno, la paura di un nuovo debutto, gli hater? "Se adesso mia figlia mi dicesse: papà mi sposo. Con chi? Con un hater? Andrebbe bene lo stesso…".

Zitti gli hater, impazziscono i social, piovono commenti entusiasti. Fiorello li condensa a velocità supersonica, il tempo scelto è quello che è. Un quarto d’ora. Geniale. Il colpo da maestro ad anticipare quello che si leggerà sui giornali. Titolo: Fiorello, tutto qua? La cronaca di quello che è successo la scrive lui: inizia in macchina, la Carrà in auto fa uno dei suoi classici testacoda. La finta recensione e la cronaca. Calcutta chiuso nella giacca a vento chiede: "Scusa, dov’è la sala concerti?". Una voce arriva dall’alto e tuona: "Facciamo un po’ di satira politica". Fiorello da par suo. "Le pare che voglio rovinare la mia immagine di comico qualunquista, all’acqua di rose, come i comici di sinistra che fanno la satira sulla sinistra?

Fare battute sul Pd è come sparare sulla Croce Rossa, lo sai che quelli della Croce Rossa dicono è come sparare sul Pd?". A seguire l’ironia autogenerazionale in dosi abbondanti, pure nelle ristrettezze del tempo. Il quarto d’ora passa in fretta, con Fiorello vola. Un muppet con il volto di Vincenzo Mollica, doppiato dallo stesso giornalista del Tg1, giudica il programma in diretta. Una gag dopo l’altra. Il tempo è tiranno. Irrompe Amadeus che porta via Fiorello. Vestiti uguali, i gemelli diversi, amici da trent’anni, si avviano verso il Teatro delle Vittorie.

Parte la sigla dei "Soliti Ignoti", Fiorello si mette al posto del concorrente, e scherza. "Secondo me l’8 è il parente del 3". Fiorello è l’investimento Rai per entrare nel futuro. La sfida è conquistare il pubblico delle piattaforme e di Netflix. Una sfida che il servizio pubblico non può permettersi di perdere. Obiettivo finale, andare oltre la televisione generalista e attirare i giovani che costruiscono il proprio palinsesto. Fiorello per tirarsi su, la spinta per recuperare audience. La RaiUno a direzione leghista, infatti, deve fare i conti con gli ascolti in calo.

FR.ES.

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