I tedeschi ci stanno. O meglio, direbbero sì. Garantirebbero per il brand e Fiumicino. Sistemerebbero Alitalia in linea di decollo. La compagnia di Stato italiana potrebbe ripartire. Reduce dagli insuccessi del doppio commissario, ora è gestita da un super commissario nominato dal Governo. Lufthansa è disposta a entrare, ma a due condizioni. Entrambe in chiavi tagli: esuberi e riduzione del numero di velivoli, non più di 90. "Senza di noi Alitalia non ce la fa", sentenzia da Francoforte il numero uno di Lufthansa, Carsten Spohr. Vuole per ora solo accordi di tipo commerciale". Chiaro, o no? Chiarissimo. Carsten Spohr insiste sui temi esposti e ribaditi ai players italiani negli incontri che ha avuto con gli inviati Alitalia nelle ultime settimane. "Ho esposto la mia logica, giusto partner e giusta ristrutturazione. Per il futuro comune delle due compagnie, l’una non può andare avanti senza l’altra".

Parole in tedesco che fanno sperare il governo giallorosso e dall’altro lato spingono nel panico quei lavoratori che temono nuovi esuberi. Ci sarebbero a prescindere, il numero uno di Lufthansa li ha enunciati senza peli sulla lingua. È così, la situazione è questa, prendere o lasciare. Decida il governo italiano. Discorsi che confermano il definitivo interesse del gruppo tedesco all’ingresso in Alitalia, a capo di mesi segnati dalle indiscrezioni. Parole che arrivano in Italia dal quartiere generale di Lufthansa, a Francoforte. Passaggi obbligati per consentire l’ingresso tedesco in Alitalia. Il progetto prevede di partire a giugno prossimo con una forte parternership commerciale. La prospettiva ha sistemato attorno a un tavolo il nuovo commissario Giuseppe Leogrande, il ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e il sindacato.

Alitalia è pronta a lasciarsi definitivamente alle spalle l’esperienza in Sky Team e l’alleanza Delta e AirFrance-Klm. Passerebbe al concorrente Star Alliance, che comprende la compagnia tedesca e la statunitense United. Lufthansa si accollerebbe una rilevante parte degli oneri derivanti dal cambio di casacca, circa 50 milioni di euro l’anno per i primi due anni. Superata questa fase, Lufthansa si ritroverebbe una compagnia aerea ripulita dai debiti. I numeri, ad oggi, dicono questo: 21,5 milioni di passeggeri Alitalia nel 2018, ricavi pari a 3 miliardi, 113 aerei e 10.747 dipendenti nel 2019. A fronte dei numeri di Lufthansa: 142 milioni di passeggeri, 35,6 miliardi di ricavi nel 2018, una flotta di 800 aerei e 135mila dipendenti. Pulita dai debiti, al termine dei primi due anni, Alitalia sarà una società ristrutturata, pronta a riprendere il volo.

Riprendere il volo da quali basi di partenza? Da solide basi (attività di volo e cargo), però priva di alcune certezze del passato. Una per tutte: non ci sarà più una Alitalia-handling, una società che si occuperà dei bagagli. I 3500 dipendenti non perderanno il lavoro, ma è quasi scontato cambieranno divisa. Per andare dove? Confluirebbero in Aeroporti di Roma o in Swissport, pronte a rilevarne le attività. Questa eventuale conclusione, superfluo aggiungerlo, al momento non incontra l’adesione e l’approvazione da parte dei sindacati. Lufthansa pensa al tempo e alla mancanza di alternative come deterrenti per la sistemazione dell’intera vicenda che porterebbe alla definizione e all’accettazione del progetto.

Un altro passaggio da digerire riguarda la manutenzione pesante, che verrà sacrificata e ceduta. New Alitalia potrà contare solo sulla manutenzione di linea, interventi sui problemi e riparazioni leggere. Al termine del percorso, fase ultima del progetto, attraverso uscite incentivate si passerebbe dagli attuali 10.800 dipendenti a 6.500. La flotta, come detto, passerebbe dagli attuali 135 aerei a 90. Interesse e voglia dei tedeschi di entrare a gamba tesa in Alitalia sono spinte dalla consistenza di alcuni numeri.

L’Italia è in cima alla lista dei Paesi europei per traffico passeggeri trasportati dal vettore tedesco e seconda al mondo, dopo gli Stati Uniti. Tra Germania e Italia, ogni giorno, volano 40mila persone. Il 10% dei passeggeri Lufthansa. Intanto, non mancano notizie e valutazioni positive. Il dualismo Roma-Milano non c’è più. Il nuovo aeroporto di Fiumicino è considerato il migliore d’Europa, e nessuno ne mette in dubbio la centralità. Lufthansa, poi, è favorevole a diventare partner di Atlantia e non è contrario all’ingresso dello Stato nel capitale di Alitalia. Però, a condizione di…

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