Depositphotos

L’allarmismo creato sul cambiamento climatico è il fenomeno più inquietante di questi ultimi anni e rappresenta una seria minaccia per la libertà, soprattutto in Occidente. Non esiste affatto l’emergenza climatica e nulla di tutto ciò che la riguarda è scienza ma, come chiariremo, solo montatura propagandistica. Gli attivisti del clima stanno diffondendo panico tra le popolazioni con la minaccia della sua imminenza per sollecitare i leader mondiali a dichiarare lo stato di emergenza come se fossimo in guerra. E cosa si fa in uno stato di emergenza? Si sospendono le libertà civili e democratiche, si mettono a tacere il dissenso e il dibattito.

Il trend è già in atto: si provi a contraddire gli attivisti climatici e si verrà subito tacciati di negazionismo. Innanzi tutto si deve sapere che c’è identità perfetta tra socialismo e ambientalismo. E’ noto lo storico e profondo impegno del nazionalsocialismo per l’ecologismo totalitario che dopo la sconfitta della Germania fu raccolto dai socialisti, prima negli anni ‘60 e poi negli anni ‘90 periodo in cui si sono fatte previsioni apocalittiche mai verificatesi. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica nel 1991, i comunisti disillusi e alla ricerca di una nuova ideologia diventarono attivisti climatici. Ma nel 1996, l’ex presidente dell’Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov ammonì che l’agenda del riscaldamento globale mirava a far avanzare gli obiettivi socialisti a livello globale e affermò che la crisi ambientale sarebbe stato l’espediente per organizzare un nuovo ordine mondiale.

Christiana Figueres, alto rappresentante delle Nazioni Unite per il clima, rappresenta l’avanguardia di chi vorrebbe cambiare il modello economico e riabilitare il comunismo poiché la democrazia è un sistema politico inefficace per combattere l’emergenza climatica. Così si è espressa in una conferenza: "Questa è la prima volta nella storia dell’umanità che ci stiamo ponendo il compito di cambiare, entro un determinato periodo di tempo, il modello di sviluppo economico che regna da almeno 150 anni dalla rivoluzione industriale e sarà un modello centralizzato" (U.N. Official Reveals Real Reason Behind Warming Scare, Investor’s Business Daily 02/10/2015).

Naturalmente la Figueres pensa che il clima ottimale sia quello preindustriale e che sia cambiato a causa dell’attività inquinante dell’uomo, ignorando che nel 535 d.C. quando al posto del carbone si bruciava legna che emetteva CO2, di per sé assolutamente non in grado di cambiare il clima, l’imperatore Giustiniano emanò il primo editto sull’aria pulita.

L’Onu con i suoi rapporti annuali ha contribuito a scatenare una delle forme più acute di isteria collettiva contribuendo a far stipulare l’Accordo di Parigi del 2015, il più stupido della storia umana. Può, infatti, l’oggetto di un accordo esser quello di contenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto della soglia di 2° C come se l’uomo potesse regolare la temperatura climatica col termostato, ignorando l’azione del Sole, senza il quale la terra sarebbe una palla congelata a circa due gradi sopra lo zero assoluto? Il sole è un sistema termico dinamico che batte come un cuore per un ciclo di circa 300 anni ed è questa attività ciclica la prima causa delle mutazioni climatiche che si verificano dal primo giorno della Creazione.

L’attività umana per quanto inquinante, non ha la capacità di cambiare il clima, principale prerogativa della nostra stella della cui attività nei rapporti "scientifici" non si fa menzione e tanto basterebbe per destinarli alla pattumiera. Figuriamoci quindi se fanno riferimento a cause secondarie come i raggi cosmici, che influenzano la formazione delle nubi o gli oceani, grandi dissipatori di calore per via della loro massa enormemente superiore a quella dell’atmosfera.

Oppure all’instabilità delle orbite planetarie dovuta all’interazione dei loro campi di gravità che cambia l’orbita dei pianeti così come la luna con il suo campo gravitazionale fa muovere l’oceano creando alta e bassa marea, come dimostrato dallo studio dei ricercatori dell’Università del Wisconsin-Madison e della Northwestern University (Predictable ice ages on a chaotic planet, Nature 23 February 2017). Ma ogni informazioni contraria all’agenda climatica viene ignorata e screditata perché è diventata un articolo di fede indipendentemente da qualsiasi prova grazie a una potente strategia di comunicazione che l’ha imposta come un consenso indipendente e spontaneo di scienziati, politici, cittadini e perfino di bambini che ritengono l’attività umana la causa principale del riscaldamento globale.

L’agenda è stata orchestrata dall’ex vicepresidente statunitense, Al Gore, premio Nobel per la pace condiviso con il Comitato per i mutamenti climatici dell’Onu e il direttore esecutivo di Greenpeace International, Jennifer Morgan, entrambi guru del movimento ambientalista che dopo aver arruolato accademici corrotti per confezionare dati che portano a conclusioni fallaci, non hanno avuto scrupoli a fare ricorso a Greta Thunberg, sfruttandola da testimone e mascotte del movimento.

Il grave, purtroppo, è che i media hanno rappresentato queste persone e il loro movimento come infallibili sottoponendo il pubblico a lavaggio del cervello e affiancando gli attivisti climatici che sono il vero e proprio pericolo per il genere umano. Appartengono, infatti, a quella specie di fanatici contro la libera società e che cerca di opprimere e infine eliminare chiunque non è d’accordo con loro, non importa cosa ci sia in gioco. È un comportamento che storicamente porta sempre alla violenza, si tratti di religione o di economia, o, come sta avvenendo oggi, di clima. Incredibile, poi, come intere popolazioni possano venire manipolate e indottrinate fino ad accettare la perdita di libertà in nome di una falsa sicurezza.

L’agenda climatica è la scusa per imporre un’economia collettivista senza rivoluzioni ed è ovvio che i governi europei, che sono in crisi, l’abbiano accolta con favore poiché, con il pretesto di salvare i pianeta, rappresenta per loro l’occasione per aumentare potere e tasse. Ma se fossero vere le previsioni della Nasa che ha registrato dal 2017 una riduzione dell’intensità della radiazione solare dovuta a una diminuzione delle macchie solari, allora il trend sarebbe di raffreddamento globale, non di riscaldamento con conseguenze questa volta, sì, davvero catastrofiche. Come ogni storico sa, c’è stretta correlazione tra clima, malattie, attività sismiche e vulcaniche. Mentre le società fioriscono nei periodi caldi quando terreni prima marginali e inutilizzati per il freddo vengono messi a coltura espandendo l’agricoltura, nei periodi freddi i raccolti scarseggiano, la malnutrizione si diffonde, il sistema immunitario si indebolisce, le pandemie, i terremoti e le eruzioni aumentano.

Se questo trend fosse in atto, come noi crediamo che lo sia, (vedi coronavirus e recente terremoto nei Caraibi e eruzione del vulcano Taal nelle Filippine) il fanatismo climatico, complici politici e media, starebbe fuorviando il mondo intero impedendo l’emergenza vera: una grave carestia mondiale da provocare la morte di milioni di persone. Così il tentativo di imporre il socialismo ancora una volta ma con altri mezzi, provocherebbe sempre gli stessi effetti: fame e sterminio.