Sta crescendo la paura per la diffusione del coronavirus in Uruguay che ha già colpito oltre una cinquantina di persone anche se questo numero è destinato a crescere nelle prossime ore. A partire dal pomeriggio di venerdì con l’annuncio dei primi 4 casi sono arrivate anche le prime misure restrittive da parte del governo che ha subito sospeso eventi, chiuso le scuole e poi anche le frontiere. Il mondo italiano in Uruguay si è subito adattato alle nuove condizioni imposte dall’emergenza sanitaria: dall’ultimo fine settimana tutte le attività sono state sospese in attesa di capire come si evolverà la situazione. Hanno chiuso le porte la Casa degli Italiani, i patronati e le sedi delle associazioni. Gli appuntamenti del consolato per passaporto e cittadinanza sono stati rinviati.

"I nostri soci più anziani adesso hanno davvero paura" racconta Nicolas Nocito dell’Associazione Calabrese che riassume bene il clima generale che si sta vivendo in questi giorni. "Abbiamo sospeso tutto nelle prossime due settimane: il pranzo anniversario che era previsto per domenica, le lezioni di italiano, le prove del coro e la cena che facciamo ogni mercoledì. Tutti sono coscienti del pericolo e hanno manifestato il loro appoggio alla decisione".

E pensare che soltanto pochi giorni fa, l’8 marzo, si svolgeva nei pressi della sede calabrese la grande festa italiana con circa un migliaio di partecipanti. L’ultimo evento prima dell’inizio della semi-quarantena. Oltre a quella calabrese tante altre sono le associazioni che hanno risposto all’appello delle autorità uruguaiane con le misure di prevenzione come hanno confermato a Gente d’Italia: Aercu (Associazione Emigrati Regione Campania in Uruguay), Associazione Abruzzese, Federazione Lucana, Cavu (Comitato delle Associazioni Venete in Uruguay), Figli della Toscana, Ente Friulano Efasce e Circolo Trentino. Riunioni dei consigli direttivi, pranzi, lezioni, cori e altre attività: è tutto cancellato in attesa di nuove notizie.

"Ovviamente siamo tutti preoccupati per la nostra cara Italia e per quello che adesso sta succedendo nel nostro Uruguay. Ci limitiamo a seguire le indicazioni e aspettiamo" afferma Claudia Girardo di Efasce. Si organizzano diversamente invece patronati italiani che hanno chiuso gli uffici al pubblico anche se continuano a lavorare e rispondono alle numerose richieste usando tutti gli altri strumenti disponibili: telefono, mail, social. Da segnalare, infine, c’è anche la sospensione della Feria de las colectividades del Municipio CH di Montevideo prevista per il 28 e 29 marzo e dove avrebbero dovuto partecipare anche diversi gruppi italiani.

Si tratta del secondo rinvio dopo quello del 14 e 15 febbraio a causa della concomitanza con il Desfile de Llamadas che era stata posticipata a causa del mal tempo. "Per il momento non abbiamo una data certa dato che la raccomandazione è quella di evitare eventi massivi" hanno scritto nel comunicato gli organizzatori del Municipio CH. "Nel mese di maggio ci saranno le elezioni dipartimentali e poi arriverà il brutto tempo con la stagione invernale. Attenderemo il cambio di autorità che avverrà nel mese di luglio per proporre nuovamente l’organizzazione della festa e da lì penseremo a una nuova data".

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