Quello di Florida è uno dei pochissimi dipartimenti in Uruguay ancora immuni al coronavirus che ha già causato nel paese 12 vittime e oltre 530 contagi in poco più di un mese. Il motivo di questa immunità (almeno fino ad ora) al Covid-19 che si è ormai diffuso in tutto il mondo sarebbe legata a una credenza religiosa anziché al caso, assicurano i fedeli di San Cono, il santo più famoso dell’Uruguay portato a fine ottocento dagli emigrati di Teggiano, un piccolo paese della provincia di Salerno. L’ultima dimostrazione di questo credo del tutto particolare e totalmente autonomo dalla Chiesa Cattolica si è avuta nella domenica di Pasqua con una sorta di processione a distanza organizzata dalla Intendencia di Florida.

La statua del santo che è custodita all’interno di una cappella con annesso museo è stata fatta circolare su un auto per le vie di Florida raccogliendo i saluti delle persone all’interno delle loro case proprio per rispettare le misure di prevenzione imposte dall’emergenza sanitaria. “Con questa iniziativa” -ha commentato il sindaco di Florida Andrea Brugman– “si è cercato di seminare speranza in momenti di incertezza come quelli che stiamo vivendo oggi. La sensazione predominante è quella della preoccupazione e anche di tristezza. Sappiamo che nella nostra città San Cono rappresenta un simbolo che va oltre l’aspetto religioso”.

Fabio Ragone, ricercatore e fotografo, profondo conoscitore della tematica a cui ha dedicato diversi studi, si concentra sull’aspetto storico e antropologico per parlare del culto del santo italiano e di tutto quello che può significare per questa comunità: “Indipendentemente dal fatto di credere o meno, in questo momento di difficoltà può essere terapeutico poter vedere per le vie della città un’immagine che rappresenta qualcosa di molto vicino alla gente”. In collegamento da Barcellona dove vive, Ragone ricorda due avvenimenti storici avvenuti tanto in Italia come in Uruguay e che possono essere collegati all’ultima iniziativa del giorno di Pasqua: “Questa è stata la seconda volta che l’immagine di San Cono a Florida usciva in una data diversa dal 3 giugno (il giorno della celebrazione ufficiale). La prima volta avvenne nel 1999 in occasione dell’inaugurazione della piazza degli emigranti italiani che si trova a un centinaio di metri dalla cappella lungo la calle Rodó. Questa piazza ospita un obelisco che è una replica di quello di Teggiano e che venne realizzato con le donazioni degli emigranti tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento”.

C’è però un altro aspetto che è particolarmente significativo secondo il ricercatore campano e che riguarda l’aspetto della devozione quando il lato intimo si unisce al collettivo: “È molto sorprendente vedere come 150 anni dopo, un’intera comunità torna a chiedere collettivamente una protezione a questo santo. Normalmente uno si rivolge al santo in modo personale e così si instaura un rapporto tra il devoto che fa la promessa e il santo che in qualche modo risponde. Quello che è avvenuto pochi giorni fa a Florida rappresenta il secondo caso conosciuto in cui vi è una sorta di richiesta collettiva da parte di tutta la comunità. La prima volta avvenne il 16 dicembre del 1857 a Teggiano in occasione di un terribile terremoto che rase al suolo tutta la zona. Incredibilmente Teggiano si salvò e non ebbe neanche una vittima. Fu il primo miracolo con richiesta collettiva e fu determinante per la santificazione che avvenne poi nel 1871″.

Considerato da molti come il santo degli scommettitori e degli sportivi, in passato la figura di San Cono in Uruguay è arrivata anche a scontrarsi con la Chiesa Cattolica da cui mantiene un profilo ben separato, sottolinea Ragone che parla di un “culto democratico proprio perché è il popolo che decide qual è il potere taumaturgico del santo. A differenza di quanto impone la Chiesa -osserva- a San Cono si può chiedere qualsiasi cosa, dai numeri della lotteria fino alla vittoria della tua squadra seguendo un ordine che va da sotto a sopra ed è esattamente il contrario di quello che impongono le gerarchie cattoliche. Nel corso dei secoli è stato il popolo che ha deciso il potere del santo senza alcun intervento dell’autorità religiosa. Gli si può chiedere qualsiasi cosa perché così ha stabilito la gente”.

Matteo Forciniti