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Altri due quotidiani si affacciano sul già debole scenario dell’editoria italiana. L’imprenditore Carlo De Benedetti ha rotto gli indugi e ha predisposto la fase economica (capitale iniziale di soli 10 milioni) della Fondazione che editerà, in autunno, Domani, presieduta da Luigi Zanda, ex tesoriere del Pd, e il cui direttore sarà, se non ci saranno altri ripensamenti, il giovane Stefano Feltri, già vicedirettore del Il Fatto quotidiano di Marco Travaglio. La seconda avventura appena iniziata a Milano è il ritorno alle edicole dell’Avanti, la testata socialista nata nel dicembre 1896 ma affossata dopo le vicende di tangentopoli del 1993. Direttore è Claudio Martelli, ministro e uomo di punta della stagione di Bettino Craxi. L’obiettivo delle due iniziative è quello di coprire uno spazio a sinistra che, secondo l’ingegnere e l’ex politico, non sarebbe più rappresentato dopo il passaggio dell’ex gruppo Repubblica-Espresso sotto il controllo della famiglia Agnelli, con il presidente della Fca John Elkann proprietario del più vasto impero editoriale che va dai quotidiani, ai settimanali, dalle radio ai 13 giornali locali diffusi da Trieste alla Toscana, dall’Emilia Romagna alla Sardegna. La grande incognita è se c’è margine operativo in un settore come quello dell’editoria fortemente in crisi tanto che l’Osservatorio sulle comunicazioni diffuso dall’Agcom conferma la permanenza di un trend negativo, con una vendita di quotidiani in calo. La flessione su base annua si attesta intorno all’8 per cento mentre a dicembre 2019 la vendita totale è stata di 2,7 milioni di copie. Per De Benedetti ci vorranno alcuni mesi di preparazione sia per raccogliere alcune firme (ex Repubblica) sia per mettere a punto i temi che saranno sviluppati, anche se l’orientamento è quello di affrontare gli argomenti della politica, dell’economia con grandi inchieste. Secondo l’ingegnere è possibile in 8-16 pagine presentare un prodotto su carta e web che sappia rivitalizzare i dibattiti della sinistra, non potendo fare concorrenza alla Repubblica che fu di Eugenio Scalfari e neppure a quella di Maurizio Molinari. La struttura editoriale e amministrativa (pubblicità?) dovrà essere pronta per l’autunno quando secondo l’85enne Carlo De Benedetti si dovrebbero svilupparsi i nuovi scenari politici post-coronavirus. L’Avanti del 76enne Martelli sarà un giornale di nicchia, quindicinale di una ventina di pagine a 2 euro e si vedrà a partire dal 2 giugno quanta parte delle figure storiche del socialismo saranno coinvolte. Secondo quanto osservato nella prima uscita a Milano sotto la testata dovrebbe comparire il tricolore con la scritta "Voce del socialismo liberale" e dovrebbe essere aperto anche al contributo di esponenti del Pd e del mondo dei socialisti europei. Le due iniziative sono emerse mentre si celebrava la giornata della libertà di stampa e nel pieno della crisi da coronavirus che ha causato anche la chiusura di molte aziende e i giornalisti stanno subendo i contraccolpi dell’emergenza. L’istituto di previdenza è intervenuto a erogare il bonus di 600 euro al mese per quasi 10mila giornalisti autonomi e precari La Federazione internazionale (IFJ) nell’illustrare i contenuti della "Piattaforma globale per il giornalismo di qualità (combattere la disinformazione e le fake news)" ha promosso una mobilitazione per salvare i posti di lavoro nel settore dei media e creare una nuova economia dell’informazione, sostenibile e etica. L’informazione, in sostanza, deve rimanere un bene pubblico.