Monzeglio

È uruguaiano, ma più italiano di tanti. Porta un nome tutto italiano: Remo Monzeglio. È nato a Santa Lucia di Canelones da genitori figli di italiani ed è cresciuto nell’albergo di suo nonno italiano che, nel secolo XIX aveva una delle delle prime "locande" della zona. Ha sempre amato l’Italia e da giovanissimo si è specializzato nel settore turistico, essendo stato direttore di una ventina di alberghi, fra cui il Radisson, lo Sheraton o il Mantra di Punta del Este. Conosce l’Italia sicuramente molto meglio di milioni di italiani anche perchè si è laureato come Tecnico Superiore nella Scuola alberghiera di Stresa, nonchè in Gestione Alberghiera all’Università di Memphis negli Stati Uniti. Ha fondato con l’altro italianissimo Sergio Puglia l’ITHU, la principale scuola alberghiera dell’Uruguay. Il neo presidente Luis Lacalle Pou lo ha chiamato per conferirgli un prestigioso incarico: sottosegretario al turismo….

Dottor Monzeglio, le fa parte di un governo che, dopo meno di due settimane dopo aver preso le redini del paese, si è trovato con questo dramma. Come si gestisce una situazione del genere?

Per me, come per tutto il mondo turistico, questa pandemia è un colpo durissimo: un Sottosegretario del Turismo di un paese che deve stimolare la gente a stare a casa e non andare in un albergo!! Devo dire, prima di tutto che non mi aspettavo questa proposta del Presidente della Repubblica molto prima di assumere. Mi ha detto che voleva, in ogni dicastero, uno specialista di fiducia. Sono un imprenditore, un gestore e anche un politico, quindi, per me è stato un onore accettare questo ruolo. Sto facendo tandem con un giovane di 46 anni, German Cardoso che ha molta voglia di lavorare, è preparato, nato a Punta del Este, il nostro più importante centro baleare. Mi sento comodo in questa barca perchè sappiamo che abbiamo un capitano con il polso fermo per superare un momento storico. Son parte di un governo che sta facendo le cose per bene ma sono anche consapevole che ci sono anche molto alte le responsabilità.

Quali sono le principali e difficili misure che ha dovuto prendere il Ministero del Turismo?

La crisi si è iniziata subito. Chi parla ha fatto scendere, attraverso un corridoio sanitario molto rigido, la prima crociera in difficoltà, il Sears Spirit, che aveva persone di 15 paesi. Era un momento molto particolare perchè iniziava l’emergenza sanitaria. L’ho fatto sottovoce, nessun giornale lo ha mai riportato perchè il Presidente e io stesso, siamo di basso profilo e lo abbiamo voluto. Ora stiamo lavorando sodo ricevendo tutti i giorni la gente del settore, albergatori, agenzie di viaggio, ristoratori, affittatori di veicoli e persino pescatori artigianali: tutte persone che, da un giorno all’altro si son trovati senza lavoro. Come sto cercando di superare questa situazione? Me lo ha chiesto il Presidente e credo che l’unica cosa da fare è progettare per il futuro, cosi possiamo anche abbassare l’altissimo livello di ansia del settore.

È bene che lo si sappia, perchè Gente d’Italia, ne sono cosciente, è una pubblicazione molto seguita ovunque. Abbiamo chiamato a interesse aziende anche italiane che vogliano portare avanti progetti per la costruzione e gestione di 2 casinó, a Rocha e Atlantida. Come sapete Rocha è un vero e proprio paradiso per gli amanti delle spiagge oceaniche, come Punta del Diablo, La Pedrera, La Paloma ecc. Faremo in modo di costruire un Casinò di alto livello con un albergo, rispettando comunque la natura di questa zona. Anche ad Atlantida, un centro molto importante fra Montevideo e Punta del Este, daremo una licenza per un Casinò privato a una ditta che possa costruire anche un piccolo porto per una ventina di imbarcazioni, un po’ come è cominciato Porto Sole a San Remo, circondato da luoghi come Genova, Monte Carlo, Nizza o Ventimiglia. Oggi vai a Porto Sole ed é una meraviglia! Salvando le distanze, cercheremo di iniziare ad Atlantida un’iniziativa del genere. Atlantida ha delle spiagge bellissime, simili a quelle di Punta del Este che possono essere un’attrazione anche per i surfisti e i pescatori artigianali.

Per questo settore, in Italia, come sappiamo, è stato il maggior dramma della storia. Crede nell’ingegno italiano per ripristinare il settore?

Come non credere nel paese che ha dato i natali a Leonardo, Michelangelo o Raffaello, tutti coloro che hanno costruito il Rinascimento! Sempre dico che, dove ci sia un italiano nel mondo sempre ci sarà la speranza di un nuovo Rinascimento. Ho molta fiducia nell’Italia, un’Italia che è stata colpita malissimo negli ultimi anni, ma che è sempre stata una nazione solidale, anche se adesso, vediamo che l’Europa non lo è con l’Italia. In questo momento l’Italia ha bisogno di aiuto, vediamo come tanti paesi ci chiudono la porta. Io non sento la vendetta, ma ho buona memoria. Noi italiani abbiamo l’intelligenza, la grinta, la sapienza per tirare fuori il meglio di noi e trasformare questo problema, non dico in un’opportunità, ma si in un ricordo.

di STEFANO CASINI