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Mentre le linee aeree latinoamericane vanno in bancarotta ed altre europee sopravvivono con ingenti contributi pubblici, la celebre IATA (l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo) ha stabilito a livello globale il protocollo per volare. Non é poca cosa: torniamo a volare, ma... In primo luogo un fatto ovvio: sará obbligatorio l’uso della mascherina durante tutto la tratta aerea. Certo, non é facile immaginare 14 ore di volo con la mascherina quale intermediario obbligatorio della nostra respirazione. Ma credo che con un poco di allenamento, ci si riesce a farlo. Naturalmente all’aeroporto andremo soli, perché sará proibito a familiari e amici accostarsi ai Terminali degli aeroporti. La IATA inoltre avverte a coloro che sono stati infettati dal virus, che dovranno avere con sé il "passaporto di immunitá", che non so bene cos’é, ne dove di chiede.

Ma iniziamo dal principio per capire cosa fare per tornare a viaggiare. Il protocollo ci dice che dovremo riempire moduli per comunicare alle autoritá e alla compagnia aerea i cosiddetti dati sensibili relativi alla nostra salute, e in base alla informazione si deciderá se siamo atti per imbarcare. Una volta in aeroporto saremo subito sottosti al controllo della temporatura corporea, che verrá realizzata dal personale preposto all’ingresso dei terminali aeroportuali, per stabilire se il passeggero potrá imbarcarsi o meno. Superata questa barriera, dovremo stabilire una distanza minima di due metri da qualsiasi persona.

Dimenticavo: anche in aeroporto dovremo usare la mascherina, mentre gli operatori delle linee aeree e il personale degli aeroporti dovranno usare "dispositivi di protezione personale", non meglio identificati nel protocollo. Immaginiamo di avere giá in mano il "boarding pass" in mano e ci dirigiamo tranquilli all’imbarco. Il personale addetto potrá fermarci di nuovo e sottoporci a test con tamponi, per assicurarsi che non siamo un pericolo per la navigazione aerea.

Dimenticavo: dovremo farci carico delle nostre valigie che depositeremo personalmente sul nastro sotto il controllo attento del personale delle linee aeree, facendo attenzione ad evitare "qualsiasi contatto umano e la manipolazione di oggetti". Sulla aereo occuperemo i posti adibiti ai passeggeri, mentre un filtro "HEPA" (ma che sará questo filtro?) cercherá di purificare il piú possibile l’aria a bordo. E naturalmente guai ad alzarsi dal propio posto; guai a mettere mano nella valigetta, collocata nel piccolo portabagagli sulla nostra testa, alla ricerca dello spazzolino da denti che avevamo dimenticato di tenere a mano.

Sempre a bordo dovremo guardare con occhio vigile per capire se la piccola luce verde dei bagni, che indica che é possibile entrate, é accesa. In quel caso chiederemo rapidamente al personale dell’equipaggio il permesso per alzarsi e correre alla "toilette". Dovremo fare tutto molto in fretta, perché il rischio é che una volta autorizzati ad alzarci, la luce verde si spenga, per dar luogo a quella rossa. Il pranzo a bordo? Ma neanche a pensarci; nel migliore dei casi, la linea aerea ci dará un borsetta con un sandwich, una bibita e un biscotto, che mangeremo in silenzio sempre sotto lo sguardo vigile del personale, pronto a sgridarci per qualsiasi gesto o azione fuori posto. Arrivati all’aeroporto (forse Fiumicino, o Parigi o Madrid), ci sará ovviamente il personale locale che ci prenderá di nuovo la temperatura corporale.

E se ho fatto febbre a bordo, che faccio? Nulla di grave, si ritorna - come nel gioco dell’Oca - al punto di partenza con altre 14 ore (minime) di volo. Naturalmente non é da escludere che la generositá o compassione del personale addetto, potrá consentire l’entrata al paese di destinazione, per goderci 14 giorni di quarantena in albergo (ovviamente da noi pagato). Ma voi immaginate chi puó ragionevolmente viaggiare in queste condizioni? Chi é disposto a comprare un biglietto aereo e sottoporsi alle susseguenti umiliazioni e controlli dell’equipaggio o del personale degli aereoporti, dove non manca mai qualche personaggio meschino, che per dare importanza alla sua mediocre vita, ha una unica arma di potere: il controllo che gestisce?

Neanche Orwell nel suo libro 1984 aveva immaginato cose simili. Scusatemi linee aeree e agenzie di turismo: me ne resto a casa e mi vedo un bel documentario di viaggio su "youtube": di volare ne riparleremo tra qualche anno. Io, me ne resto a casa!

JUAN RASO