I nostri padri ci hanno addirittura concepito durante il fascismo, che hanno sopportato per vent’anni, seguiti dai vent’anni democristiani. E siamo ancora qui. Certo, fa impressione vedere il presidente della più grande democrazia del mondo, quella americana, censurato da Facebook e Twitter, che si rifiutano di pubblicare certi suoi post, spiegando che incitano alla violenza. Facebook e Twitter, come sa chiunque li abbia frequentati, sono due orinatoi mondiali: chiunque vi può scrivere qualsiasi cosa, come chiunque può pisciare contro un muro. Fino a poco tempo fa vi erano tollerati (e forse ancora oggi) razzisti, nazisti e altri soggetti poco raccomandabili. Trump è la prima personalità di un certo rilievo alla quale viene proibito di scrivere su queste piattaforme e con la motivazione che incita all’odio. Lui sarà contento e orgoglioso. Dirà che Facebook e Twitter sono comunisti. Invece sono cose tipicamente americane come la torta di mele. Per venire alle vicende italiane, va detto che anche qui abbiamo una "prima volta". Nel senso che il pur mite, mitissimo Mattarella, ha perso la pazienza. Se Cossiga aveva mandato i carabinieri a circondare il Csm, Mattarella non è arrivato a tanto, ma ha detto chiaramente ai magistrati di piantarla di farsi la guerra e di occuparsi un po’di più della giustizia, in fondo sono pagati e godono di larghissima autonomia (come nessun altro in Italia) proprio per quello. E Mattarella ha indirizzato una stoccata anche al governo: sbrigatevi a fare qualcosa. Conte, che è un diavoletto astuto, continua a fare annunci, a dire le cose che si faranno, ma non dice quando e soprattutto non le fa. In realtà, come molti cominciano a pensare, sta lavorando anche lui sottotraccia nella speranza di poter arrivare al Quirinale dopo Mattarella. L’ottimo Colao, un manager internazionale che tutti ci invidiano, gli ha servito un piano, che si potrebbe applicare da domani mattina. Forse conta qualcosa il fatto che l’unico voto contrario nella commissione Colao sia stato quello di una rappresentante 5 stelle, una che vorrebbe più Stato nella società italiana? Una cioè in ritardo almeno di due decenni? Infine, la questione venezuelana. Ribadisco che non so se questi soldi sono davvero arrivati ai grillini. Rimane il fatto che di favori al Venezuela e ai suoi dittatori ne hanno fatti parecchi. Se li hanno fatti gratis, non c’è proprio da sperare… In ogni caso, questi sarebbero anche particolari di cronaca. Il dato vero è che la politica italiana sta implodendo. I 5 stelle sono più grulli del solito e comunque si stanno squagliando. Fra un po’ non Il governatore Fontana Il sindaco di Milano Sala esisteranno più. Il Pd ha perso la voce: chi non parla, non sbaglia. La Lega rimane la cosa orrenda che è sempre stata, Forza Italia è moribonda. Renzi continua nella sua battaglia, ma sta sempre sotto al 3 per cento. Questo ormai è un paese che si autogoverna. A tenerlo insieme sono i carabinieri, qualche presidente di regione e qualche sindaco. Il Parlamento, per quel che serve, potrebbe anche andare in ferie, stabilmente. La Lombardia, regione trainante del paese, senza la quale tutto il resto non ha senso, è nelle mani di una banda di leghisti che andrebbero cacciati a colpi di scopa e di ciabatte. Andrà tutto bene? No. Ma forse ce la caveremo. Il sindaco Beppe Sala è salito in cima al Duomo per appellarsi alla Madonnina, atto estremo e un po’ ridicolo. Non servirà a niente. L’unica sarebbe cacciare via Fontana e i suoi amici.

di GIUSEPPE TURANI