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Inutile negarlo. La porta ‘sbattuta’ in faccia agli americani in primis che non possono al momento entrare in Italia è un vero e proprio dramma per l’economia italiana. Basti pensare che nel BelPaese si contano più di 10 milioni di turisti italiani e stranieri in meno nel mese di giugno con un impatto drammatico sui conti e l’occupazione per il settore della vacanza Made in Italy in cui operano 612mila imprese con 2,7 milioni di lavoratori. È quanto emerge dal bilancio della Coldiretti per il mese che tradizionalmente segna l’inizio dell’estate. Parlando ancora di numeri, in pratica l'Unione Europea ha chiuso le frontiere a 1,4 milioni di turisti Usa in viaggio durante l'estate in Italia, dove sono gli stranieri più presenti, tra quelli provenienti da fuori dei confini comunitari. Insomma, completamente bloccati - precisa la Coldiretti – gli arrivi dei turisti provenienti da Paesi extracomunitari come Giappone, Cina e Stati Uniti mentre segnali ancora troppo deboli arrivano da Germania e Nord Europa con la riapertura delle frontiere avvenuta da appena quindi giorni. Un’assenza pesante con i viaggiatori provenienti dagli Usa che – sottolinea la Coldiretti – sono i turisti fuori dai confini europei i più affezionati all’Italia con ben 12,4 milioni di pernottamenti. La perdita dei turisti statunitensi - continua la Coldiretti – è particolarmente pesante perché hanno un budget elevato con una spesa estiva complessiva di 1,8 miliardi in Italia, pari a quasi 1/3 (29%) del totale della spesa totale dei cittadini extracomunitari nella Penisola durante i mesi di luglio, agosto e settembre. Le mete privilegiate sono le città d'arte che risentiranno più notevolmente della loro mancanza ma - precisa la Coldiretti - gli americani prestano anche particolare attenzione alla qualità dell'alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza. Secondo il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca la chiusura dei confini agli americani, ma anche a russi e brasiliani, "è un grosso problema, perché mancheranno turisti con alta capacità di spesa. Come Federalberghi non entriamo nel merito della decisione, perché la sicurezza sanitaria è la priorità, ma per noi è una mazzata. Il turismo non va misurato in presenze, ma in fatturato e mancheranno visitatori che durante il loro soggiorno spendono tanto". E poi ancora: "Gli statunitensi sarebbero stati una boccata d'ossigeno per le città d'arte, destinazioni come Capri senza i brasiliani perderanno la maggior parte dei loro clienti, e le località balneari non avranno ospiti capaci di spendere tanto quanto i russi".

di STEFANO GHIONNI