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Vaccino entro l’anno, si allinea l’Europa e perfino il cauto e prudente Speranza ministro italiano dà la lieta novella. Peccato che il vaccino anti coronavirus, il vaccino entro l’anno sia la madre di tutte le fake news. Uno crede, può a ragione credere che la madre di tutte le fake news sia la mascherina che fa venire il cancro dopo aver obbligato ad avvelenarsi il sangue niente meno che con il proprio respiro… Oppure la madre di tutte le fake news il complotto planetario per imporre il coronavirus peraltro inesistente al fine di guadagnarci…una crisi economica mondiale.

E invece no, la madre di tutte le fake news non viene dal variegato e inventivo e fantasiosamente ottuso mondo e popolo del negazionismo. Viene dalla politica e dalla comunicazione, ormai fuse in una propaganda che si è mangiata sia la politica che l’informazione. Ci sono al momento sei vaccini sei in fase cosiddetta 3. Ammettiamo che uno, anzi tutti e sei i vaccini siano efficaci. Prima della fine della Fase 3 l’efficacia del vaccino può solo essere un’ipotesi. Sia pur fondata, solo un’ipotesi. La Fase 3 si fa per vedere se funziona il vaccino e se non ha contro indicazioni dopo l’assunzione. La Fase 3 è il tempo, la Fase 3 è tempo. Tempo che non può essere compresso. O meglio, lo si può fare, si può tagliare il tempo alla Fase 3 e così tagliare anche l’aliquota di certezza di efficacia e sicurezza del vaccino.

Quel che sta accadendo (e che l’informazione si guarda bene dal capire, quindi dal diffondere, divulgare, spiegare) è che le aziende stanno come non hanno mai fatto producendo dose e scorte di vaccino prima che questo venga sperimentato e validato. Per la Fase 3 occorrono almeno sei mesi (almeno!) ma le aziende producono scorte e dosi da luglio/ agosto. Lo fanno perché il mondo ha fretta di vaccino, lo fanno soprattutto perché le aziende sono riempite di finanziamenti da parte dei governi. Producono prima di sapere se il vaccino risulterà efficace e sicuro perché giocano una partita win/win. Se va bene sono benemerite e famose. Se va male buttano il vaccino prodotto ma non hanno buttato i soldi avendo lavorato e prodotto sotto finanziamento pubblico. Giusto che sia così, giusto che si rischino soldi pubblici, giusto l’azzardo di produrre dosi prima della fine della sperimentazione.

Ma non è questa la storia vera che si racconta, si racconta invece la fake news, la madre di tutte le fake news del vaccino entro l’anno. La fake news del vaccino entro l’anno piace raccontarla ai governi e ai leader in carica. Putin il suo l’ha chiamato Sputnik e un vaccino da raccontare ai russi è una mano santa mentre in Russia son dolori da crisi economica. Trump che alla viglia del voto dice: sono il presidente del vaccino, io ho sconfitto la pandemia. E’ una sicurezza questa scena, è già scritta nella scenografia della campagna elettorale. Vaccino è stato convocato d’ufficio, obbligato a presentarsi ai primi giorni di novembre. Magari una contro figura di vaccino, ma a Trump serve la scena e scena ci sarà. Anche in Europa i governi hanno un gran bisogno di far sapere in giro che vaccino arriva, anzi eccolo. A parte Trump e Putin (senza dimenticare la Cina che ovviamente dichiara che sta per avere i suoi vaccini), forse i governanti europei tanto bene non sanno quel che dicono. Alta infatti è l’incompetenza, anzi non l’incompetenza ma il rifiuto del complesso e del difficile che caratterizza la vita pubblica.

Complicato spiegare che il vaccino realizzato in laboratorio ci può essere, ma questo non significa ci sia il vaccino per la gente. Complicato spiegare che per sapere se funziona dopo un anno ci vuole…un anno! Politicamente meravigliosa l’ambiguità del poter comunicare: a fine anno pronte le dosi del vaccino, omettendo di non poter sapere entro fine anno se quelle dosi sono di un vaccino che funziona. Una volta si diceva, da destra, che i liberali erano spesso "utili idioti" di fatto al servizio del comunismo. Qui non c’entrano i liberali, la destra e il comunismo. Però una fake news come quella del vaccino entro l’anno fa venire in mente la figura dell’utile idiozia.

Utile per chi, per cosa? Per il negazionismo, movimento negazionista che non è moda, è politica, politica pura. Quando sarà davvero, il vaccino anti coronavirus dovrà confrontarsi con popolazioni afflitte non solo dalla barbarie No Vax, in Occidente diciamo 10 % della popolazione. No, il vaccino dovrà confrontarsi con la robusta semina e crescita di pensiero anti. Anti scienza, anti Stato, anti autorità, anti…E di ignoranza elevata a condizione naturale, genuina e quindi virtù civica. Quindi a diffidare, diffidare non respingere, del vaccino saranno molti di più dei No Vax. Già oggi si stima per l’impervia via dei sondaggi che circa metà della popolazione europea e americana potrebbe esitare a vaccinarsi. Metà della popolazione che va convinta.

E per convincerla ci vuole un vaccino testato, sicuro nei risultati. Immaginate cosa accadrebbe con un vaccino che funziona nel, diciamo, 60 per cento dei casi. Decine di milioni, centinaia di milioni di persone dubiterebbero, valuterebbero se vale la pena. Moltissimi si sottrarrebbero alla vaccinazione rendendo così quel vaccino ancor meno efficace. E sarebbe trionfo culturale dei negazionisti di ogni tipo uniti. Gatta frettolosa fa gattini ciechi… fake news del vaccino entro l’anno 2020 può essere la madre di molti cuccioli ciechi, due tra tutti: la salute e l’economia. LUCIO FERO

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