Paolo Gentiloni (foto Depositphotos)

Ha cercato di fare chiarezza, smentendo le voci che vorrebbero già l’Italia in ritardo sul piano della distribuzione de vaccino anti-Coronavirus. Ospite della trasmissione ‘Mezz’ora in più andato in onda su Rai3, il commissario Ue agli affari Economici Paolo Gentiloni ha spiegato che la stessa Unione europea ha prenotato da 6 case farmaceutiche ben 6 milioni di dosi di antidoto. "A gennaio – le sue parole - è possibile che si comincino ad avere in Europa le prime dose di vaccini. E arriveranno contemporaneamente a tutti i Paesi europei. Il negoziato è stato fatto per tutti dalla Commissione. E questo garantisce parità nella distribuzione”. Il commissario si è anche soffermato sul capitolo legato a come dovranno essere gestite le risorse, da parte del governo italiano, del Recovery plan: “E' una delle cose che l'Ue ha chiesto con maggiore forza in questi mesi, cioè cerchiamo di tirare fuori non soltanto le priorità, ma anche soluzioni organizzative che consentano di assorbire queste risorse. È bene che il governo si dedichi a questo tema. Poi vediamo l'emendamento che il governo stesso presenterà alla legge di bilancio tra una decina di giorni. In passato abbiamo avuto esempi di commissariamenti che hanno funzionato. Io in gioventù ho partecipato a una di queste esperienze per il Giubileo del 2000”. E poi ancora: “Assorbiamo il 40 per cento delle risorse europee e in questo caso c’è un problema in più, perché se non si raggiungono gli obiettivi nei tempi previsti il rischio è che la Commissione interrompa le erogazioni", ha ammonito Gentiloni che poi spiegato che, secondo lui il veto di Polonia e Ungheria sarà superato: “Questo piano di Recovery che non a caso chiamiamo Next generation Eu, cioè per la prossima generazione è collegato al bilancio europeo, è questo che rende necessaria l'approvazione all'unanimità”. Altro tema toccato, quello legato alla questione del debito pubblico che non potrà essere cancellato, anche se “una volta superata l'emergenza, si dovrà pensare a modificare le regole del patto di stabilità e crescita dell'Eurozona, attualmente sospese, per consentire un rientro più graduale”.

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