Che Reddito di cittadinanza sarà nel 2021? L'impressione generale è che il sussidio abbia bisogno perlomeno di un tagliando se non di una più profonda revisione.

Impressione suffragata dal fallimento sul fronte delle politiche attive ammesso anche da Di Maio e dal presidente Inps,

Il ragionamento politico sulla necessità di un cambio di passo è già ben avviato anche nella maggioranza che sostiene il governo. La pandemia accelera la discussione.

Reddito di cittadinanza 2021 separato dalle politiche attive - La misura di welfare va distinta e separata dall'ambito delle politiche attive che non possono essere affidate alla risposta chimerica dei navigator.

Se non crea posti di lavoro né forma o riqualifica chi il lavoro l'ha perso, è tuttavia vero che specie con la gravissima congiuntura legata al Covid, ha rappresentato un argine alla povertà.

Il paracadute economico per chi più soffre va salvaguardato, ma in prospettiva dovrà essere ridimensionato. Andrà rivista, circoscrivendo il perimetro dei beneficiari, l'attuale platea di candidati a riceverlo: solo coloro che non sono davvero in condizione di lavorare lo riceveranno.

Per gli altri, i cosiddetti attivabili, se l'assegno continuerà ad arrivare sarà molto meno sostanzioso. L'impianto teorico e operativo può trovare un terreno comune (nella maggioranza) nel reddito di inclusione come realizzato dal governo Gentiloni.

Bologna: col reddito di cittadinanza finanziavano il terrorismo islamico - Non aiuta il dibattito la notizia di oggi sui due cittadini tunisini denunciati dalla Guardia di finanza di Bologna.

Avrebbero percepito indebitamente il reddito di cittadinanza – circa 12mila euro – che poi avrebbero usato anche per finanziare attività di terrorismo islamico.

I due, secondo le indagini dei militari, sarebbero responsabili di aver finanziato un pericoloso 'foreign fighter' islamico iscritto nelle liste antiterrorismo del Belgio, e ora in Tunisia.

Pd, Serracchiani: "Bene la lotta alla povertà, altra cosa sono le politiche attive" - "Bene che si apra una discussione, come più volte abbiamo sollecitato: così il Reddito di Cittadinanza non funziona perché una cosa è la lotta sacrosanta alla povertà e al disagio, altra cosa sono le politiche attive del lavoro."

Così la presidente della commissione lavoro della Camera Debora Serracchiani.

"Ho sempre ritenuto, sia quando ero all'opposizione sia quando è nato il governo attuale -prosegue – che uno degli interventi qualificanti doveva essere la revisione del Rdc.

La misura come strumento di lotta alla povertà è corretta e giusta, peraltro sulla scia di quanto già fatto dai nostri precedenti governi con il Reddito di inclusione".

Tridico, Inps: "Senza Reddito di cittadinanza 3,1 mln di persone sul lastrico" - Senza il Reddito di cittadinanza, "3,1 milioni di cittadini sarebbero sul lastrico. Questo è un periodo in cui c'è bisogno di welfare, di protezione. Se non ci fosse stato questo paracadute, avremmo avuto a rischio la coesione sociale del Paese".

Lo ha sottolineato il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, a Radio24. Alla domanda se questo strumento vada rivisto, "sicuramente c'è da migliorare qualcosa, soprattutto sul lato delle politiche attive", ha risposto.

Anche se "io vedo il Reddito di cittadinanza come strumento di sostegno al reddito più che di politiche attive. È un reddito minimo", in cui il legame con le politiche attive "è marginale", ha affermato.

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