Giuseppe Conte (foto: depositphotos)

Aria di tagliando in "casa Conte". E' partita ufficialmente la verifica di governo, dopo le bordate sparate nei giorni scorsi, dalla pattuglia renziana, all'indirizzo dei piani alti di Palazzo Chigi, con tanto di minacce in stile "tutti a casa". Nodo della discordia: la "cabina di regia" voluta dal premier per la gestione dei progetti da realizzare con i 209 miliardi in arrivo da Bruxelles (con il Recovery Fund), che proprio non è andata giù all'ex sindaco di Firenze (con tanto di coda polemica anche tra gli stessi dem). Da qui, dunque, il tentativo di serrare i ranghi nello sforzo di mettere assieme i cocci di una maggioranza che appare sempre più sfilacciata. Oggi la prima delegazione ad incontrare il capo dell'esecutivo è stata (alle 16.30), quella del M5S (con Crimi e Bonafede, ma erano presenti anche Patuanelli e Di Maio). Alle 19 è poi toccata alla rappresentanza del Pd guidata dal segretario Zingaretti e da Franceschini. Quindi, domani alle 13, il giro di auto-consultazioni proseguirà con Italia Viva e infine, alle 19 toccherà, alla squadra di Leu salire a palazzo Chigi.
"Credo che i momenti di confronto tra le forze politiche siano necessari e dovrebbero essere più frequenti" ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, rispondendo ad una domanda sulla verifica nel Governo. "Nelle prossime ore - ha poi aggiunto - deve nascere un progetto per i prossimi due anni e mezzo di legislatura. Credo che in questo momento parlare di crisi o di rimpasto si tratta di utilizzare termini ormai superati".
"Abbiamo avuto una lunga chiacchierata con il presidente del Consiglio e abbiamo approfondito anche il tema del rimpasto, che riteniamo surreale, ribadendo che dal nostro punto di vista non c’è alcuna disponibilità ad alcun rimpasto" ha detto, dal canto suo, il capo politico grillino, Vito Crimi, al termine dell'incontro. "Ci sembra surreale – ha ribadito ancora – nella situazione in cui ci troviamo di pandemia, discutere di rimpasto. Per cui non si discute di rimpasto".
In ogni caso, stando ai soliti rumors di entro, si "vocifera" di un minirimpasto con il varo di un "Conte ter" che preveda l'assegnazione del Viminale (o della Difesa) al Movimento 5Stelle (si è fatto il nome di Luigi Di Maio ma anche quello di Crimi). Probabile, ma non certa, anche la sostituzione di Fraccaro, oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con un elemento di peso del Pd anche se, in realtà, al Nazareno interessa di più la delega ai Servizi Segreti che Conte, finora, ha tenuto per sé e che è tornata prepotentemente d'attualità dopo il tentativo di affidare - tramite un emendamento alla legge di bilancio - la gestione degli "007" ad una fondazione presieduta dal premier stesso. In ogni caso l'operazione "rimpasto", sia pur avviata, potrebbe andare in porto a gennaio. Subito dopo, cioè, le feste natalizie. Al momento, infatti, c'è un'altra priorità: il "via libera" alla legge di bilancio entro fine anno.
Nel frattempo, mentre il premier incontra i rappresentanti del suo esecutivo per studiare in che modo andare avanti, il centrodestra si ricompatta, riproponendo l'immagine di una coalizione unita e solida, chiudendo al confronto ed accingendosi a salire sulle barricate. "Si afferma una Costituzione materiale mai sperimentata: quella che prevede le autoconsultazioni", ha commentato, sarcastica, la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.
"Oramai siamo ad una crisi di governo sostanziale, autogestita dal presuntuoso Conte, che fissa le consultazioni con le delegazioni di partito con una scansione di orari simili a quella che vede protagonista il Quirinale quando bisogna affidare l'incarico di formare un governo. Siamo ad una farsa" ha rilanciato, ancora più caustico, il senatore Maurizio Gasparri (Fi).
"Non partecipiamo a nessuna mangiatoia sulla pelle degli italiani", ha ammonito Giorgia Meloni (FdI). "A palazzo Chigi c'è una riunione per parlare di rimpasto, poltrone, servizi segreti, task force, crisi. Questo governo prima toglie il disturbo e meglio sarà per gli italiani", ha attaccato il segretario leghista Matteo Salvini.

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