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Quest'anno, nel 2021, il 90% della popolazione mondiale non avrà accesso al vaccino contro il Covid-19, con la quasi totalità delle produzione assorbita dai Paesi ricchi.

Un problema etico, sanitario ma anche geopolitico perché la Cina, con i suoi 3 vaccini, punta a colmare quel vuoto. Vaccinare e così farsi amici decine di Paesi sinora lontani dall'orbita di Pechino.

Nei prossimi 11 mesi la produzione dei farmaci migliori contro il Covid-19, quelli di Pfizer, Moderna e AstraZeneca, sarà in grado di coprire la domanda di appena una piccola parte dell'umanità, con i governi di Nordamerica, Europa, Giappone e Australia che hanno già prenotato la massima quantità di dosi, lasciandone pochissime al 90% meno ricco del mondo.

Vaccino 2021, quasi tutto prenotato - La Ue ha opzionato vaccini per tre volte la sua popolazione, il Canada per otto. Paesi che non sembrano disposti a rinunciare a una sola fiala. Un'accaparramento figlio di tante, tutte buone, ragioni. Dalla necessità di una doppia dose per i vaccini citati ai rischi legati alla produzione che passa per Paesi come l'India che potrebbero bloccare le esportazioni, passando per la non certezza sulla durata della copertura data dal vaccino. Una scelta che avrà però delle conseguenze.

In primis quelle etiche, con l'antica e mai risolta questione sull'accesso alle cure legato al reddito, con i ricchi che si possono curare e i poveri no. Questione eticamente problematica ma su cui l'opinione pubblica dei Paesi ricchi difficilmente si rivelerà sensibile. Ci sono però problemi molto più pratici e immediati. Da un punto di vista sanitario lasciare senza vaccino il 90% del Pianeta non è infatti gratuito. Considerando poi la mobilità a cui siamo, eravamo abituati, al muoversi delle merci e degli uomini.

E poi la Cina "amica" per il vaccino 2021 - Ovviamente i Paesi che non avranno accesso al vaccino perché le dosi sono state "spazzolate" dall'Occidente, leggeranno in questo una politica non esattamente di amicizia. Washington, Bruxelles e le altre capitali del mondo ricco non sembrano capirlo o dargli peso. Mentre legge bene e punta proprio su questo Pechino con la Cina che si sta infilando in questo vuoto per mettere a disposizione i suoi tre vaccini (Sinopharm, CanSino e Sinovac — tutti efficaci, ma più primitivi e meno testati) a decine di Paesi in Africa, America Latina e Asia, offrendo prestiti ai governi in difficoltà per comprare i propri vaccini e firmando contratti con decine di Paesi dalla popolazione giovane e dall'economia in crescita fra cui Marocco, Kenya, Turchia, Bahrein, Malesia, Filippine, Cile, Brasile e Perù.

Una politica che si lega e va nella stessa direzione di quella che sino a ieri era incentrata sugli investimenti nelle infrastrutture dei Paesi emergenti, Africa in testa, attraverso cui Pechino sta costruendo una rete di alleanze, amicizie e dipendenze. Il rischio è trovarsi da qualche anno vaccinati sì, ma con un'economia in affanno e con molti meno amici nel mondo.