Di Matteo Forciniti

Pfizer e Sinovac saranno i primi due vaccini contro il coronavirus che arriveranno in Uruguay. L’annuncio è stato dato sabato pomeriggio in una conferenza stampa del governo dove sono stati forniti i dettagli di un’operazione che -insieme al meccanismo Covax dell’Oms- aspira a coinvolgere in totale 2,8 milioni di persone con un costo stimato di 120 milioni di dollari.

 

Nel piano di vaccinazione previsto che sarà volontario la priorità sarà data al personale sanitario a cui seguiranno anziani dai 75 anni in su, case di riposo e settore educativo per “garantire l’insegnamento presenziale nelle scuole”.

 

Come ha spiegato il presidente Luis Lacalle Pou, l’accordo con Pfizer-BioNTech riguarda 2 milioni di dosi: le prime 200miladosi “dovrebbero arrivare a marzo”, anche se, ha chiarito, “c’è la possibilità che l’invio si possa anticipare a fine febbraio”.

 

Simile nelle tempistiche, l’altro accordo con Sinovac prevede un totale di 1.750.000 dosi e, anche in questo caso, sarà anticipato da una prima quantità di 200mila dosi.

 

Nella guerra di cifre e di numeri, i due vaccini scelti dall’Uruguay presentano risultati molto diversi tra lororicevendo l’autorizzazione dall’EMA (Agenzia europea del farmaco), quello di Pfizer-BioNTech è stato considerato come “altamente efficacie” mentre per Sinovac i numeri sono discordanti e secondo un recente studio brasiliano la sua efficacia sarebbe soltanto del 50,4%.

 

Non acquistiamo nessun vaccino che non sia stato approvato e che non sia sicuro” ha precisato Lacalle Pou parlando solo di diversità nelle caratteristiche: “Il vaccino Sinovac è quello a cui siamo più abituati con effetti collaterali meno negativi. Dell’efficacia di Pfizer se ne è invece parlato abbondantemente in tutto il mondo. Entrambi i vaccini sono buoni, sono stati approvati e godono delle dovute garanzie. In caso contrario non avremo portato avanti le trattative”. 

 

A questi due accordi bisogna poi aggiungere quello stabilito all’interno del meccanismo Covax stipulato con l’Organizzazione Mondiale della Sanità che prevede un accesso equitativo nella distribuzione dei vaccini. Questo meccanismo prevede l’acquisto di un milione e mezzo di dosi che consentiranno di immunizzare 750mila persone a partire da marzo.

 

Al di là degli accordi conclusi il governo uruguaiano ha affermato che proseguirà le trattative con altri tre laboratori per poter ottenere in futuro altre dosi

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