L'ex premier Giuseppe Conte (foto: depositphotos)

Crisi di governo: il "Conte ter" resta in alto mare. Le trattative ad oltranza, proseguite fino a tarda sera, a palazzo Montecitorio, tra le forze che sostenevano il disciolto governo giallorosso, non sono riuscite a trovare la tanto auspicata "quadra" per il via libera al varo di un nuovo esecutivo. O meglio (secondo quanto trapelato), da parte di Italia viva non sarebbe giunta l'intesa sul verbale che doveva riassumere le posizioni al tavolo e che, in soldoni, avrebbe dovuto anche sintetizzare l'esito del mandato esplorativo affidato, nei giorni scorsi, a Roberto Fico, per verificare la tenuta della maggioranza. "Non corrisponde alle posizioni emerse nella discussione. Se lo sono scritto loro a loro piacimento" avrebbero lamentato i renziani, mettendosi di traverso.

FICO IN SERATA AL COLLE, QUINDI COMUNICAZIONI DAL QUIRINALE
Lo stesso presidente della Camera è atteso, intorno alle 20.30 di questa sera, al Colle dove dovrà riferire al Capo dello Stato circa l'esito delle "trattative". In serata e non oltre. Sì, perché la mission che Sergio Mattarella ha affidato all'esponente grillino doveva essere chiusa entro oggi. Senza dunque ulteriori rinvii. Lo imponevano la condizione in cui versa il Paese, alle prese con la seconda ondata della pandemia di coronavirus. Prima di recarsi dal Presidente della Repubblica, a quanto si apprende, Fico sta sentendo per l'ennesima volta i leader della maggioranza uscente e il leader di Italia viva Matteo Renzi. Al termine dell'incontro Fico-Mattarella, come sottolinea l'account Twitter del Quirinale, ci saranno comunicazioni.

MATTARELLA CHIEDE CONTINUITA' D'AZIONE
Il presidente della Repubblica, si sa, come conditio sine qua non per un nuovo incarico (o per un reincarico a Giuseppe Conte), ha chiesto ai gruppi politici coinvolti, di garantire "continuità d'azione" per quei ministeri cui fanno capo crisi sanitaria e Recovery fund. Nel caso in cui questa unità venisse a mancare, allora il rischio che il banco salti, con tanto di scioglimento delle Camere e voto anticipato, potrebbe anche diventare concreto. Con buona pace dei sostenitori del cosiddetto "Conte ter".

FICO INCONTRA I CAPIGRUPPO
Insomma, si è trattato a lungo a Montecitorio. Almeno fino alle 18,30 di questa sera quando Fico è entrato nella sala della Lupa dove i rappresentanti della maggioranza avevano appena ultimato il tavolo di lavoro, e si è relazionato con loro, apprendendo che Iv non aveva voluto avallare il documento di sintesi. Insomma, in un modo o nell'altro, i rappresentanti della coalizione uscente di governo (M5S, Pd, Iv e Leu) più le "new entry" degli Europeisti, delle Autonomie e Centro democratico di Tabacci, del Maie, del Psi ed del Gruppo Misto, convocati da Fico, hanno dovuto scrivere inderogabilmente la parola "fine" al tentativo di ricompattamento. Il che significa, nei fatti: nessun passo avanti per il "Conte ter" e trattativa arenata.

FRIZIONI E DISCORDANZE SULLE "COSE DA FARE"
Il tavolo di Montecitorio, d'altronde, era stato riunito dal presidente Fico proprio per provare a scrivere il programma unitario del futuro nuovo governo e testare la tenuta della nuova maggioranza giallorossa. Tuttavia è proprio sulle "cose da fare" che si sono verificate frizioni, spaccature e discordanze che hanno poi portato ai veti dei partiti ed alle divergenze sul programma.

IL NODO GIUSTIZIA SUL TAVOLO
E' spiccato, in tal senso, il nodo giustizia con il leader di Italia Viva Matteo Renzi che avrebbe chiesto un passo indietro all'attuale ministro pentastellato Alfonso Bonafede mentre l'ex guardasigilli Andrea Orlando (Pd), dal canto suo, avrebbe proposto l'approvazione del suo lodo, guadagnando un'apertura da parte del M5S i quali ci hanno tenuto a blindare, con Bonafede, anche la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, pure finita sotto "discussione".

RENZI (IV): PROVEREMO A MEDIARE FINO ALL'ULTIMO
"Finora non è stato fatto nessun passo avanti su nessun contenuto: fino all'ultimo proveremo a vedere se c'è una disponibilità a una mediazione" avrebbe commentato l'ex "rottamatore" intervenendo in assemblea con i parlamentari di Italia viva.

NON STANNO CONCEDENDO NULLA
"Non stanno concedendo nulla" avrebbe poi proseguito ancora l'ex segretario del Pd, spiegando che Italia Viva è sì "favorevole a un accordo, ma" che gli altri partiti "non accettano nessuna mediazione sui temi grossi e non vogliono neppure mettere nulla per iscritto". Sulla giustizia, avrebbe infine aggiunto il senatore toscano, secondo i soliti rumors di entro, "lo zero assoluto".

ANCORA RENZI: "ECCO SU COSA ABBIAMO REGISTRATO ROTTURA                          "Bonafede, Mes, scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei niet dei colleghi della ex maggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato", è il testo di un post pubblicato su Facebook da Matteo Renzi.

LA REPLICA DEL PD A RENZI: "NON ROMPE CON CONTE, MA CON ALLEATI"            "Renzi non rompe con Conte, ma con gli alleati". Questa è la replica piccata che emerge da fonti del Pd a proposito della posizione di Renzi e del suo partito nelle ultime ore. Per i dem, l'ex Rottamatore vuole scegliere anche i ministri degli altri partiti e questo atteggiamento avrebbe provocato la "rottura inspiegabile".

M5S, LA NOTA: "NESSUN INTERESSE DI RENZI VERSO GLI ITALIANI"                     Così invece i Cinque Stelle in una nota: "Nessuna volontà di aiutare il Paese nel momento più difficile, nessun interesse verso i cittadini italiani o a lavorare per l'interesse della collettività. Da parte di Matteo Renzi sul tavolo c'era solo la questione delle poltrone. Così facendo ha dimostrato chiaramente che questa era la vera ragione per la quale ha provocato la crisi. Poltrone che ha chiesto, contrariamente a quanto sostenuto in questi giorni. Oltre a chiederle, il senatore di Rignano, voleva decidere anche per conto delle altre forze politiche. Inoltre il Movimento 5 stelle, contrariamente a quanto affermato da fonti renziane, non ha - si aggiunge - posto alcun veto. In queste ultime ore e nei giorni precedenti siamo stati concentrati sui temi e si bisogni degli italiani ma ci siamo trovati di fronte a un leader politico che voleva solo mercanteggiare e cercare pretesti per rompere".

NESSUN DOCUMENTO SCRITTO DAL TAVOLO?
E poi c'è anche la questione del "contratto di governo". Ieri, come è trapelato dai lavori, è emersa la notizia che, al termine dei lavori del tavolo, non ci sarebbe stato alcun documento scritto (o firmato da chicchessia). Pd, M5S, Leu e "responsabili" temevano infatti che, una volta ufficializzato quel contratto, Iv avesse potuto "scaricare" Conte, basandosi sul fatto che, essendoci, appunto, un contratto di governo, chiunque avrebbe potuto guidare il nuovo esecutivo, non necessariamente il premier uscente dal momento che, come ci ha tenuto a sottolineare l'ex ministra renziana Teresa Bellanova "nessuno è blindato". Però poi il documento, a quanto pare, è arrivato. E Iv non lo ha condiviso. Insomma: tutto decisamente ingarbugliato e confuso.

TAJANI (FI): "MAGGIORANZA URSULA NON ESISTE"
Intanto, a proposito dell'ipotesi, circolata in queste ore, che il partito del Cavaliere possa partecipare ad un governo insieme con Pd, M5S e Italia Viva (ma senza Lega e Fratelli d'Italia), il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, è stato a dir poco lapidario: "La maggioranza Ursula in Italia non esiste. Si è realizzata a Bruxelles perché a guida Partito Popolare Europeo, che ha vinto le elezioni, al quale gli altri si sono accodati".