Gov. Ron DeSantis shows a card stating COVID-19 survival rates by age group as he announces phase three openings at news conference in St. Petersburg, Fla., on Friday, Sept. 25, 2020. DeSantis lifted all restrictions on restaurants and other businesses in Florida on Friday in a move to reopen the state’s economy despite the spread of the coronavirus. (John Pendygraft/Tampa Bay Times via AP)

In un certo senso rappresentano i due volti degli Stati Uniti. La California da una parte e la Florida dall'altra. Con due Governatori agli antipodi: il Democratico Gavin Newsom che all'ovest vogliono al più presto togliergli l'incarico (già arrivate 1,5 milioni di firme per la sua cacciata, il recall) mentre all'est il Repubblicano 'trumpista' Ron DeSantis, italo-americano orgoglioso, sta vedendo la propria popolarità salire alle stelle. Solo pochi mesi fa era stato ribattezzato 'DeathSantis' dai Democratici, leftists per la sua risposta alla pandemia. Sì lo chiamavano 'MorteSantis', ma alla fine ha vinto lui: la Florida sta uscendo dal Coronavirus e al tempo stesso la sua economia non è stata distrutta. E la posizione di DeSantis si è rafforzata all'interno del partito Repubblicano: in primo luogo per la rielezione nel 2022 a Governatore in Florida, ma anche chissà, un po' più avanti, per un posto tra i candidati alle presidenziali 2024.

Ma che cos'è che divide e unisce, allo stesso tempo, i due grandi stati degli USA? Il COVID. Infatti seguendo due politiche, approcci completamente diversi, sono arrivati agli stessi risultati. Gavin Newsom ha imposto regole rigorose e antipopolari agli abitanti della California, la più recente, il 3 dicembre scorso, l'obbligo di rimanere a casa durante tutte le feste natalizie. Imposizione revocata soltanto il 25 gennaio, si era arrivati al punto di vietare anche le attività dei ristoranti all'aperto, servizi religiosi e istituti di bellezza. Nel Sunshine State invece DeSantis ha sempre preso misure per fare in modo che le attività commerciali non si fermassero. Lo scorso settembre poi il Governatore italo-americano era intervenuto anche per impedire che le singole città costringessero ristoranti e bar a funzionare a metà della loro capacità ricettiva, firmando poi un ordine esecutivo che ha impedito che le attività commerciali pagassero multe nel caso di infrazioni agli ordini relativi al COVID-19.

"Il nostro stato - ha detto DeSantis nel giorno di San Valentino in una intervista concessa a un'altra celebre italo-americana la giornalista Maria Bartiromo - si è concentrato nel 'sollevare le persone', mentre coloro che hanno imposto i lockdown hanno escluso la gente da tutti i tipi di business. Abbiamo messo in pratica tante cose per combattere il COVID, ma allo stesso tempo abbiamo 'alzato' il nostro stato, salvato la nostra economia e sono convinto che saremo i primi a venirne fuori una volta che ci metteremo la pandemia alle spalle". Due modi opposti nella lotta alla pandemia, ma ad oggi, da un punto di vista della salute pubblica, stessi risultati: California e Florida infatti a inizio gennaio hanno visto entrambi un aumento dei casi, poi diminuiti poche settimane dopo. E secondo il servizio COVID Tracking Project, i due stati stanno osservando una media tra i 200 e i 400 casi per milione di abitanti con una diminuzione negli ultimi giorni.

Stesso andamento per i ricoveri, in calo sia a ovest che a est. Un mese fa la California riportava un tasso di 56 ricoveri per 100.000 residenti, mentre in Florida si scendeva a 35. Oggi Golden State ha 24 su 100.000 e Sunshine State 22, senza dimenticare che attualmente la California è il primo stato per numero di casi negli USA, ma ha anche quasi il doppio di residenti rispetto alla Florida (39,37 milioni contro 21,73). E se lunedì, gli Stati Uniti hanno registrato il numero più basso di infezioni dallo scorso ottobre, 53.800, si è trattato del giorno migliore anche per California e Florida. Senza dimenticare le altre battaglie che DeSantis sta portando avanti: assoluto no alla ventilata proposta del presidente Joe Biden di fermare i voli nazionali da e per la Florida, una minaccia che ha definito ipocrita (si aprono le frontiere col Messico e vengono chiuse all'interno del Paese?) e incostituzionale poi la sua guerra contro i Big Tech. DeSantis, non si deve dimenticare, è rimasto fedele a Donald Trump. E intanto se a New York infuriano le polemiche contro un altro Governatore Democratico ultrapopolare, sì proprio Andrew Cuomo per le migliaia di morti negli ospizi, nella Big Apple adesso vorrebbero avere proprio DeSantis al suo posto...

Roberto Zanni