Roma, sede del Viminale: il ministero degli interni (foto depositphotos)

E ora? Cosa succede ai piani alti del Nazareno? A voler dar retta ai soliti beninformati di turno, dopo aver sbattuto la porta, Nicola Zingaretti avrebbe due strade davanti a sé. Una porta dritta dritta al Campidoglio, dove il segretario dimissionario del Pd potrebbe approdare (in caso di vittoria elettorale), ereditando così la fascia tricolore di Virginia Raggi in virtù dell'asse con i 5 Stelle realizzato alla Regione Lazio. Chi propende per questa opzione, fa notare la singolare coincidenza tra la scelta dimissionaria del segretario dem ed il decreto che posticipa ad ottobre la data delle elezioni. La seconda strada riporta invece...al Partito democratico. Sì, perché le dimissioni, come prevede lo statuto dem, devono essere ratificate dall'Assemblea nazionale (prevista il 13 e 14 marzo prossimi). E Zingaretti, in quell'assemblea, anche senza la convergenza di Base riformista (l'area di Lotti e Guerini), avrebbe (il condizionale è d'obbligo) pur sempre la maggioranza col risultato che il suo passo d'addio potrebbero sempre essere respinto al mittente.