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La situazione è più che seria, in Italia. Altro che riaperture di teatri e cinema previste per il 27 marzo come sbandierato da un mesetto circa. Ieri il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, ospite di Radio1 Rai, è stato chiaro. I numeri dei dati di contagio sono in forte aumento e questo ha portato a “ricoveri e terapie intensive sempre più piene. Siamo alla terza ondata, o almeno a un rigurgito della seconda”. Il che significa che “a fine marzo ci sarà il picco”.

E poi una previsione davvero terribile: “I modelli per i contagi ci dicono che rischiamo di arrivare anche a 40mila al giorno”. Per il direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi le restrizioni sono un ‘male’ necessario: “Possono aiutare soprattutto nel weekend, anche se capisco che possono non piacere. Ma la speranza è di essere all’ultimo miglio”. E sull’ipotesi lockdown? “Quello prolungato – le parole di Pregliasco – sarebbe più efficace e rapido, ma mi rendo conto che sarebbe qualcosa di insopportabile. Probabilmente potrebbe essere molto adeguato anche un coprifuoco anticipato, per esempio alle 20 o alle 21”.

Intanto sempre ieri il direttore della prevenzione del Ministero della Salute Giovanni Rezza ha chiesto nel corso dell’audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato sui vaccini ha fatto il punto della situazione, dicendo che insieme all’Iss e alla Fondazione Kessler è stato fatto uno studio secondo la quale si potrebbe tornare a una normalità entro 7-15 mesi, “se assumiamo che il vaccino protegga dall’infezione e che la fondazione protegga almeno per 2 anni, vaccinando 240.000 persone al giorno”.