Nino Manfredi (da YouTube)

NINO MANFREDI: 1921-2021

Si chiamava Saturnino Manfredi ma già da piccolo tutti lo chiamavano Nino, ciociaro di nascita, vide le prime luci a Castro dei Volsci il 22 marzo del 1921 e morì a Roma il 4 giugno del 2004. Attore, doppiatore, regista teatrale, regista, sceneggiatore e cantante é stato uno dei più importanti interpreti del genere "commedia all'italiana".

Era poliedrico e incisivo, uno dei più preziosi ed apprezzati esponenti del cinema italiano e durante la sua lunga carriera ha avuto ruoli comici e drammatici con notevole efficacia ed ha ottenuto molti  riconoscimenti, tra cui sei Donatello, sei Nastri d'Argento e il "Prix de la Première Oeuvre (Premio per la migliore opera prima) al Festival internazionale del cinema di Cannes del 1971 per uno dei suoi piú bei film "Per grazia ricevuta".

Le sue rappresentazioni di personaggi della classe operaia al margine della società lo ha reso un emblema nazionale. Le critiche lo hanno spesso reso un Dio dell'interpretazione "In possesso della loro dignità, moralità e ottimismo di fondo", "uno dei pochi attori veramente completi del cinema italiano" .

LE ORIGINI

La famiglia di Nino era umile. Il padre era poliziotto e raggiunse il grado di maresciallo. Nel 1932 fu trasferito a Roma, dove Nino e il fratello Dante, trascorsero la loro infanzia in uno dei quartieri più popolari, San Giovanni. Nel 1937 Nino fu colpito da una grave malattia, la pleurite bilaterale e trascorse diversi anni ricoverato. Fu in ospedale che imparó a suonare un banjo fatto da lui e si unì alla banda dell'ospedale.

Per accontentare la sua famiglia, nel 1941 si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza ma, da subito, iniziò a mostrare una predisposizione naturale per la scena, debuttando come attore nel teatro di una parrocchia di Roma. Dopo l'8 settembre 1943, per evitare il servizio militare obbligatorio si rifugiò per un anno intero nella casa del fratello sui monti sopra Cassino. Tornò a Roma nel 1944, dove riprese gli studi universitari e si iscrisse all'Accademia Nazionale di Arte Drammatica.  Nell'ottobre del 45' prese la laurea in giurisprudenza con una tesi in diritto penale anche se mai esercitó la professione mentre nel giugno del 47' si diploma all'Accademia Nazionale.

Manfredi debuttó ufficialmente sul palcoscenico nel 1947, lavorando in opere teatrali dirette da Luigi Squarzina e Vito Pandolfi. Sempre nel 47' entró nella compagnia teatrale Maltagliati-Gassman, recitando ruoli drammatici. Nel 1948 entró  nel Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler, interpretando tragedie come "Romeo e Giulietta" e "La tempesta". Cominció a lavorare come comico e imitatore alla radio nello stesso anno. Nel 1949 debutta al cinema nel melodramma Monastero di Santa Chiara ma fu nel 1952 il grande salto come parte della compagnia di Eduardo De Filippo insieme a Tino Buazzelli, Paolo Panelli e Bice Valori. Lo stesso anno entra a far parte della società di riviste delle sorelle Nava e inizia a lavorare come doppiatore. Nel 1955 arrivano i suoi primi film di alto profilo come  "Lo scapolo" di Antonio Pietrangeli e "Gli innamorati" di Mauro Bolognini. Con Paolo Ferrari e Gianni Bonagura formó un trio che si esibí con grande successo nei varietà, soprattutto della stagione 1953-1954. Opere come Tre per tre o Nava di Marcello Marchesi furono veri e propri successoni.

In quegli anni comincia a collaborare con Corrado Mantoni ma i suoi due grandi trionfi in scena furono con le commedie musicali "Un trapezio per Lisistrata" nel 1958 di Garinei e Giovannini e soprattutto a Rugantino nel 1963, opera di Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa, a fianco di altri due "mostri" come Aldo Fabrizi e Bice Valori, con i quali viaggió anche negli Stati Uniti.

Esordisce sul grande schermo nel 1949 e per dieci anni interpreta ruoli minori in film modesti, come Totò, Peppino e la ... malafemmina, del 1956 con la regia di Camillo Mastrocinque. In quegli anni si afferma come doppiatore di attori stranieri come Robert Mitchum, Earl Holliman o Gérard Philipe, ma anche italiani come Franco Fabrizi, Sergio Raimondi, Antonio Cifariello e Renato Salvatori.

Protagonista della Commedia all'italiana.

1960, dopo il ruolo da protagonista nel film "L'impiegato"(The Employee), diventa uno dei principali pilastri della commedia italiana. Era bravissimo non solo nei ruoli comici, ma anche nei personaggi più drammatici. La sua interpretazione è di ruoli fondamentalmente ottimisti o lavoratori di classe media con una dignità propria, inevitabilmente destinati alla sconfitta, ma mai umiliati, Nino diventa un riferimento storico del cinema italiano. Le sue doti di amara ironia si distinguono in tutti i sensi.

Regista cinematografico e teatrale 

Nel 1962 debutta come regista con il cortometraggio "L'avventura di un soldato", episodio del film "Amore difficile" del romanzo di Italo Calvino. Un passaggio  delicato e interessante sulla storia d'amore tra un soldato e una vedova nello scompartimento di un treno, basato suI silenzi e sulla mimica. Con il suo secondo film "Per grazia ricevuta" del 1971, vinse la Palma d'Oro come miglior opera prima al Festival di Cannes.

TANTO PE' CANTÁ

Nino Manfredi ha avuto grande successo anche come cantante, soprattutto nei programmi radio. Nel 1970 la sua versione del classico di Ettore Petrolini "Tanto pe 'canta'" riuscì a raggiungere la prima posizione in classifica. Ma non solo: furono Hit anche i brani "Tarzan lo fa" (1978), "La frittata" del 1982 e "Canzone pulita" dell'83'.

I suoi suoi ultimi ruoli furono nel film "Galápago" (uscito postumo) e "La luce prodigiosa", diretto da Miguel Hermoso. Manfredi interpretava un personaggio privo di memoria, che veniva salvato dalla morte da un pastore, durante la guerra civile spagnola e ricoverato per quarant'anni in un manicomio; alla fine si sarebbe scoperto che questa persona era il poeta Federico García Lorca. Questa sua interpretazione è stata fortemente acclamata dalla critica, realizzata quasi senza parole e fatta solo di sguardi. Nel settembre 2003 fu ricoverato in ospedale  per via di una delicata condizione cardiaca e non si riprese mai più completamente.

Morì il 4 giugno 2004, a 83 anni, un anno e quattro mesi dopo la morte di Alberto Sordi. Sposato con Erminia Ferrari dal 1955, ha avuto con lei tre figli: la produttrice Roberta, il regista Luca e Giovanna. La quarta figlia Tonina è nata da una relazione con la giovane bulgara Svetlana Bogdanova.

Nino Manfredi è stato per l'Italia un attore all'altezza di Gassman o Mastroianni e tanti altri. Nessuno che lo abbia visto in un film o in televisione potrá mai scordare quel suo umore, quel sorriso schietto e quella delicatezza nell'interpretazione di ognuno dei suoi personaggi.

STEFANO CASINI