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Alla Germania la fetta più alta. Ma tutto sommato l’Italia non si può lamentare. In pratica la Commissione europea, per i Paesi membri ha approvato aiuti di Stato (a fronte della pandemia) pari a 3.030 miliardi di euro. Alla nazione teutonica è andato, della cifra totale, il 52,5% dei fondi. Al BelPaese il 15,3%, pari a 549 miliardi. Al terzo posto di questa particolare graduatoria, la Francia con il 14,4%. Seguono poi la Spagna, con il 5,6% dell'intera cifra di aiuti approvati dalla Ue, Polonia (2,1%) e Belgio (1,9%). Gli aiuti notificati dagli altri Stati membri si aggirano tra 0,01% e 1,5%.

Da segnalare che l’Italia non potrà destinare i soldi a propria destinazione per ‘sanare’ Alitalia, a differenza di Air France che potrà essere ‘ristorata’. Arianna Podestà, portavoce alla Concorrenza della Commissione Europea, ha spiegato che paragonare la linea di bandiera italica con quella transalpina (che ha potuto essere ricapitalizzata dallo Stato a differenza della compagnia tricolore) non ha molto senso perché Alitalia genera perdite da anni, mentre la seconda era in salute prima che la pandemia di Covid-19 si abbattesse sull'industria del trasporto aereo.

“In generale, rispetto al paragone tra Alitalia e Air France, lo scopo principale del quadro temporaneo sugli aiuti è fornire sostegno a società che sarebbero sostenibili se non ci fosse la pandemia, cioè compagnie che sono "entrate in crisi a causa della pandemia di Covid-19. Pertanto, prosegue, “le compagnie che erano già in difficoltà il 31 dicembre 2019, non sono eligibili per gli aiuti, a norma del quadro temporaneo, comprese le misure di ricapitalizzazione”.

Alitalia – ha proseguito quindi a portavoce - ha prodotto perdite in modo persistente ed era una società in difficoltà già alla fine del 2019, quindi prima della pandemia di Covid-19. È pertanto esclusa dalla possibilità di ricevere aiuti in base al quadro temporaneo”. Nello stesso tempo - ha infine detto - la Commissione ha approvato misure per compensare Alitalia per un totale di 297,15 mln di euro, sulla base dell'articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che consente di compensare danni direttamente legati alla pandemia". La Commissione "ha applicato la stessa valutazione ad altre compagnie come la francese Corsair e la Tap portoghese".