Montevideo (Depositphotos)

Caro Direttore, ci tengo a fare alcune precisazioni in merito alla vicenda della nuova Cancelleria consolare di Montevideo dopo l’intervento dell’ex sottosegretario Ricardo Merlo su Gente d’Italia. All’interno della collettività italiana dell’Uruguay è molto diffusa l’idea che questa sia un’opera inutile perché non risolverà di certo i problemi dei connazionali. Purtroppo da tanti anni esiste una chiara volontà politica di ostacolare continuamente i diritti degli italiani all’estero, di scoraggiare il riconoscimento della cittadinanza per i discendenti e non si capisce come mai dovremmo credere d’improvviso alle parole di un ex sottosegretario che sta in politica da tanto tempo e vanta anche un’esperienza governativa. Oggi giorno, con la pandemia che blocca tutto e una crisi economica molto grave, le priorità dovrebbero essere altre e questa spesa appare decisamente inopportuna oltre che esagerata: in base a come funziona la costruzione nel nostro paese sappiamo tutti che il costo iniziale previsto di un milione e mezzo di dollari è irrealistico, questa cifra crescerà notevolmente nel corso del tempo, probabilmente del doppio, si vedrà. Ma oltre a questo, c’è un motivo fondamentale per cui l’opera è stata accolta con grande scetticismo all’interno della collettività: a noi cittadini non interessano i muri d’oro e i progetti faraonici che ci vendono i politici, siamo molto più preoccupati per ottenere servizi veloci degni di un paese civile e di una potenza mondiale. Siamo stanchi delle continue attese, di dover aspettare tempi esagerati per risolvere le pratiche. Come membro di una delle più importanti associazioni dell’Uruguay sento continuamente queste lamentele da parte dei connazionali che chiedono un consiglio, un aiuto, e a volte sono disperato. Sinceramente sono stufo di questa situazione, è una vergogna che gli italiani non meritano. Se non gli diamo gli strumenti necessari per funzionare -personale, tecnologia e quant’altro- la Cancelleria Consolare di Montevideo e non Consolato come vogliono propinarci, continuerà a essere un problema per noi al di là del luogo fisico in cui si trova.

Cordiali saluti,

Eugenio Nocito,
Associazione Calabrese dell’Uruguay.