Pirlo (Depositphotos)

Andrea Pirlo confermato alla Juventus, resta sulla panchina dei bianconeri: una decisione che ha portato alla lite e alla rottura tra Nedved e Paratici. Poi a fine stagione si vedrà chi arriverà. Al momento prevale la "linea della continuità", ovvero andare avanti come si è cominciato. Pirlo in panchine per le ultime tre partite di campionato (Sassuolo, Inter e Bologna) e per la finale di Coppa Italia contro l'Atalanta.

Pirlo resta alla Juventus, ma che davvero?! Una domanda-esclamazione che avranno fatto quasi tutti i tifosi della Juventus perché il pesante ko in casa contro il Milan è stato il punto più basso di una stagione che di basi ne ha già avuti tanti. Fuori dalla Champions agli ottavi contro il Porto (non contro il City o il Real Madrid), fuori dalla lotta scudetto praticamente dopo poche giornate. Ora anche fuori dalla Champions League. Si cerca di salvare il salvabile e la Juventus prova a farlo con Pirlo.

Già, ma qual è il salvabile? Due obiettivi: vincere la finale di Coppa Italia contro l'Atalanta e provare ad arrivare tra le prime 4 in campionato. Primo obiettivo molto difficile perché se la Juventus gioca come contro il Milan di gol da questa Atalanta ne prende 5, ma è una partita secca e quindi non si sa mai. Secondo obiettivo quasi impossibile visto che la Juventus è quinta e ha tutti gli scontri diretti a sfavore con le tre avanti: Milan, Napoli e Atalanta. E i tifosi anche qui si chiedono: ma siamo sicuri che la Juventus le vinca tutte e tre?

Dopo la sconfitta contro il Milan la dirigenza della Juventus si è spaccata. Da una parte Nedved che vuole terminare la stagione con Pirlo. Dall'altra Paratici che vuole l'esonero immediato, affidare la panchina a Tudor per le ultime partite e poi in base ai risultati di fine stagione portare a Torino un nuovo allenatore. Alla fine ha vinto la linea Nedved, Pirlo resta fino a fine stagione e poi si vedrà. E Paratici? Molto probabilmente andrà via, per lui si parla del Bayern Monaco.

A questo punto, con Pirlo confermato, si aprono due scenari. Il primo: la Juventus va in Europa League, meno soldi, meno appeal, si torna a 10 anni fa. Chi prendere in panchina? Chi comprare per la squadra? Si ridimensiona tutto e si riparte da zero come fu con Conte dopo anni di tentativi falliti con Del Neri, Ferrara... Secondo scenario: la Juventus riesce nell'impresa, sfrutta la caduta di una delle tre davanti, arriva tra le prime 4 e va in Champions League. Più soldi, più appeal e un fallimento meno marcato. Allora si può pensare a Zidane in panchina o ad Allegri (andrà alla Juventus anche senza Champions? Chi lo sa).

Quel che è certo è che la Juventus di Pirlo non è mai cominciata. In ogni partita non c'è mai stata continuità di formazione, di moduli, di gioco e di risultati. Per fare quel "calcio fluido" in cui tutti sappiano fare tutto e sono ovunque in campo, servono i giocatori e la Juventus quei giocatori non li ha. Salvo qualche ricambio sono quasi gli stessi dello scorso anno, quando c'era Sarri. Scudetto vinto, ma con un altro sistema di gioco. Il ciclo oggi è finito, i tifosi lo sapevano che prima o poi sarebbe successo, ma doveva finire per forza così male?

di Alessandro Avico