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Sono state prolungate per la terza volta e fino al 23 maggio le misure restrittive anti Covid in Uruguay. L’obiettivo continua a essere quello di ridurre la mobilità per frenare l’andamento dei contagi e dei decessi che continua ad avere numeri abbastanza alti in attesa che la campagna di vaccinazione -che viaggia a un ritmo altissimo- inizi a fare sentire i suoi effetti.

Le misure riguardano la chiusura degli uffici pubblici non essenziali, delle palestre, dei centri termali e dei “free shop” delle zone di frontiera con il Brasile (aree molto a rischio). Gli spettacoli pubblici e gli sport amatoriali continueranno ad essere sospesi, mentre bar e ristoranti resteranno aperti ma con capacità ridotta e con la chiusura anticipata a mezzanotte. L’unica attività che resta  fuori dalle misure è quella dell’educazione che prosegue il suo programma graduale di riapertura previsto come ha chiarito l’esecutivo. A partire dal 3 maggio sono tornati in classe gli alunni delle scuole rurali dell’interno del paese seguiti successivamente dalle scuole d’infanzia.

Le misure restrittive del governo di Luis Lacalle Pou erano entrate per la prima volta in vigore lo scorso 23 marzo in seguito all’aumento vertiginoso dei casi di coronavirus e avrebbero dovuto concludersi il 16 maggio ma i numeri della pandemia restano ancora alti anche se c’è una chiara diminuzione nel numero di casi giornalieri riscontrati. Quasi 26mila sono le persone attualmente contagiate dal virus di cui 512 casi gravi in terapia intensiva che presenta un tasso di occupazione totale del 74,9%. 3252 è il numero di morti con Covid 19 in oltre un anno di emergenza sanitaria.