La Commissione Ue ha suggerito un graduale alleggerimento delle misure restrittive, così da consentire una ripresa dei viaggi in Europa. Proposta alla mano: non dovrebbero essere più necessari test o quarantene per le persone vaccinate, in possesso di documenti in linea con il certificato digitale Covid Ue (da oggi sarà operativa la piattaforma del green pass Ue) e anche per i guariti.

In particolare, chi ha sconfitto il virus dovrebbe essere esente da ulteriori provvedimenti se ha un test molecolare negativo, che vale però solo per 180 giorni. Dovrebbero essere esentati da quarantena e test anche i minori che viaggiano con i genitori vaccinati. Nella proposta si ipotizza di introdurre un “freno di emergenza” per affrontare eventuali casi a rischio.

Per chiarire i requisiti richiesti inoltre, la Commissione ha elaborato una distinzione relativa alle aree di cui fanno parte i vari Stati. Nessuna restrizione per chi proviene dalle aree verdi; la possibilità di richiedere un test a chi viene dalle aree arancioni; quarantena per chi si muove dalle zone rosse e, per i viaggi dalle zone rosso scuro, spostamenti non essenziali fortemente sconsigliati con obblighi di test e quarantena.

Per quanto concerne la validità dei tamponi, Bruxelles ha proposto un periodo standard: 72 ore per i molecolari e 48 ore per gli antigenici rapidi. Sul fronte dei cittadini extra-Ue, permane ancora una profonda incertezza. In attesa di capire, infatti, se anche i guariti provenienti, ad esempio, da America o Oceania, potranno muoversi liberamente, allo stato resta solo la dichiarazione del commissario Ue alla Giustizia, Didier Reynders, secondo il quale se costoro “vengono in Europa con la prova di vaccinazione, saranno anche in grado di avere il certificato digitale Ue Covid. Stiamo chiedendo agli Stati membri di usare lo stesso certificato per consentire loro di circolare nell’Ue”.