Casa degli Italiani
E pensare che una volta la Casa degli Italiani di Montevideo era tappa fissa di presidenti della Repubblica (come Ciampi e Mattarella), ministri e grandi personalità. E invece oggi, come riportato ieri nel reportage realizzato da Matteo Forciniti, è ridotta veramente male. Tra barboni che dormono al suo ingresso, rifiuti di ogni tipo: cartoni, buste, escrementi e puzzo di urina... uno spettacolo davvero inquietante, la situazione all'esterno dell'avenida 8 de Octubre è davvero da terzo mondo. Un tempo era uno dei fiori all’occhiello dell’intero Uruguay, oggi in pratica un rifu- gio per disperati che devono anche districarsi tra i topi.
Una vera vergogna e un altro schiaffo dato ai connazionali. Sappiamo bene che la Casa degli Italiani non è una cosa che riguarda direttamente l’Ambasciata, essendo di proprietà privata ma crediamo che qualcosa andrebbe fatto da chi rappresenta gli italiani. E anche con una certa urgenza. Magari con qualche donazione. Perché no? Perché questa struttura va salvata, non può diventare quello che oramai già all'esterno: un letamaio..
Ovviamente l'ambasciatore Giovanni Iannuzzi negli anni addietro non era presente in questo territorio e dunque non può sapere cosa rappresenta per la comunità la Casa degli Italiani: il vero punto d'incontro degli italiani, un luogo dove si aveva proprio la sensazione di respirare l'aria del BelPaese. Il recupero di quest'area deve essere una priorità e prima di pensare e dispensare denaro per la costruzione della nuova Cancelleria consolare, l'ambasciata dovrebbe dare prova di grande attaccamento alla sensibilità della comunità interessandosi alla questione.
Anche perché una 'Montevideo capitale della cultura' non può fare orecchio da mercante e dimenticarsi della Casa degli Italiani, un vero simbolo finito nel dimenticatoio. Ripetiamo, prima di edificare nuove cose, sarebbe cosa buona e giusta anche aggiustare quelle che ci sono e di cui si sente la mancanza. Anche la stessa ambasciata avrebbe bisogno, per esempio, di essere resa più sicura.
Non ci riferiamo soltanto alla morte di Luca Ventre, ma anche a quanto accaduto qualche anno fa, quando all'epoca di Gianni Piccato all'interno dell'ambasciata vennero trovati  homeless che in pratica vi dormirono per due notti. Impensabile, ovviamente, che possa accadere nuovamente qualcosa del genere. Non pensare quindi solo alla nuova Cancelleria consolare che ha tra gli obiettivi quelli di far stare magari più comode le persone che vi accederanno per le varie pratiche. Ma concentrarsi su quello che c'è ancora e che va migliorato. E' pur vero che la Casa degli italiani non è patrimonio demaniale italiano ma per la sua storia e per quello che rappresenta nella comunità non può essere abbandonata come si presenta oggi.
Intanto noi singoli privati, come Direzione, Corpo Redazionale e Impiegati di Gente d'Italia ricordando le tante volte che abbiamo affollato quei locali storici e con grande commozione la sera in cui il Presidente Mattarella ci ha voluto premiare - se non dovessero intervenire le istituzioni italiane o insieme con loro - abbiamo pensato e lanciamo subitoi una sottoscrizione pubblica. Cominciamo noi con 500 dollari... Ci dicano i proprietari della Casa degli Italiani o il Comites a chi e dove versarli.....per far cessare immediatamente questo stato di degrado.....Ma subito!!!!!!!
Siamo certi che in tanti, a cominciare da coloro i quali hanno pagato la pubblicità per essere inseriti nell'inserto in spagnolo editato dall'ambasciata ( e ci riferiamo a Gruppo Ferrero, Enel, Garzon, Francis Mallmann Director culinario restaurante bodega Garzon, Leonardo, Ferrovie dello Stato, Banco Intesa San Paolo di Montevideo, Fiat Sevel Uruguay, Terna, Fincantieri) vogliano destinare lo stesso o un maggiore contributo per una causa certamente più importante che magnificare le gesta, gli incontri o i propositi futuri dei rappresentanti governativi della collettività italiana in Uruguay.....