L'ambasciata d'Italia a Parigi (Depositphotos)

Si è parlato di sicurezza nelle ambasciate italiane all'estero ieri in Commissione Affari Esteri dove, alla presenza del sottosegretario Benedetto Della Vedova, è stato approvato il parere al Dl 73/21 "Misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali" da inviare alla Commissione Bilancio.
Nella sua relazione, Iolanda Di Stasio (M5S) ha illustrato il testo ai colleghi evidenziando le parti di competenza della Commissione, iniziando dai fondi per l'export e passando per la cooperazione per il Covax. Quindi, la deputata ha rimarcato tra le criticità evidenziate dalla pandemia è emersa "l'inadeguatezza dell'attuale assetto normativo sulla copertura assicurativa del personale dello Stato in servizio o in missione all'estero contro i rischi sanitari e quelli connessi ad atti violenti o catastrofi".

In base alla normativa vigente, ha ricordato Di Stasio, "il personale inviato in servizio all'estero in Paesi diversi dalla UE, dall'Associazione europea di libero scambio e dal Canada e USA è, infatti, completamente privo di qualsiasi copertura assicurativa sanitaria, se non quella indiretta a rimborso. Tale personale può in alternativa solo sottoscrivere polizze sanitarie parzialmente rimborsate dalla Farnesina". Per la relatrice è "paradossale che i funzionari inviati temporaneamente in missione in Paesi dove non sia fornita assistenza sanitaria diretta siano addirittura privi di copertura sanitaria, se non quella indiretta a rimborso, assolutamente inadeguata nel caso di eventi traumatici che richiedono un'assistenza complessa in loco oppure il rimpatrio sanitario dell'infermo".

Quanto accaduto nella Repubblica Democratica del Congo – dove sono stati uccisi l'ambasciatore Attanasio e il carabiniere Iacovacci – per Di Stasio "induce a valutare l'opportunità di una riconsiderazione del sistema assicurativo attualmente vigente per la copertura dei rischi di morte o invalidità: tale sistema copre esclusivamente i dipendenti in servizio in Paesi ad alto rischio secondo indennizzi parametrati al reddito, laddove sarebbe auspicabile una forma di indennizzo minimo, omogeneo per tutti i dipendenti, a prescindere dalla funzione svolta, dall'anzianità e dal coefficiente di rischio del Paese di destinazione. La copertura dovrebbe riguardare inoltre non solo gli atti violenti ma anche le calamità di origine naturale o antropica e includere, oltre al coniuge, anche i figli dei dipendenti pubblici in servizio all'estero".

Quanto alla tutela della sicurezza dei luoghi di lavoro, "ad oggi sono numerose le rappresentanze diplomatiche o gli uffici consolari all'estero non hanno alcun militare o un numero adeguato di militari dell'Arma dei Carabinieri nel proprio organico. Tra queste sedi, circa la metà si trova in una fascia di rischio tale da rendere non più sostenibile la mancanza di tale presidio di sicurezza".

Di Stasio ha quindi ribadito che "l'aggravarsi del quadro geopolitico globale e il persistere di un elevato livello di rischio securitario in molte regioni del mondo, anche dal punto di vista sanitario, rendono, in generale, indifferibile la necessità di potenziare la protezione delle sedi e del personale del MAECI inviato all'estero, la cui attività è essenziale per un'efficace tutela dei cittadini e degli interessi nazionali nel mondo". Questioni su cui la deputata ha auspicato "un'azione coesa tra i Gruppi della Commissione" così da "promuovere l'inserimento di opportune misure correttive" del decreto 73.
La relatrice ha quindi presentato il suo parere favorevole con osservazioni, approvato dalla Commissione.

"La III Commissione (Affari esteri e comunitari),
esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, recante misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali;
valutate positivamente, in particolare:
le disposizioni di cui all'articolo 11, recanti misure urgenti di sostegno all'export e all'internazionalizzazione delle imprese, attraverso l'incremento per il 2021, rispettivamente, di 1,2 miliardi di euro e di 400 milioni di euro del Fondo ex lege 394/981 e del Fondo per la promozione integrata verso i mercati esteri (FPI), nonché la rimodulazione della percentuale massima dei cofinanziamenti a fondo perduto da parte del FPI, al fine di scongiurare, nel breve periodo, una nuova sospensione in via di urgenza della loro operatività ed assicurarne, nel medio e lungo periodo, maggiore efficacia ed efficienza e sostenibilità dal punto di vista finanziario;
la norma di cui all'articolo 28, che istituisce nello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle finanze un fondo, con una dotazione di 500 milioni di euro per l'anno 2021, per finanziare la partecipazione dell'Italia alle iniziative multilaterali finalizzate, in primo luogo, alla prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie e al contrasto al COVID-19 e, in secondo luogo, a sostenere l'azione per il clima nei Paesi in via di sviluppo, come previsto dagli Accordi di Parigi del 2015;
infine, la norma di cui all'articolo 58, comma 2, lettera i), che disciplina l'organizzazione e il funzionamento della Scuola europea di Brindisi, essenziale per assicurare la formazione ed istruzione dei figli del personale internazionale impiegato presso la Base logistica delle Nazioni Unite;

segnalato, inoltre, che:

con riferimento alla linea di azione in materia di sanità ma anche in riferimento alle norme contenute nel provvedimento in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro, la pandemia di COVID-19 e, da ultimo, i tragici eventi occorsi nella Repubblica Democratica del Congo rendono necessaria e urgente una revisione dell'attuale sistema di copertura assicurativa del personale in servizio o in missione all'estero e dei loro familiari a carico e conviventi contro rischi sanitari e quelli connessi ad atti violenti o catastrofi;
gli stessi eventi e, più in generale, l'aggravarsi del quadro geopolitico globale, nonché il persistere di un elevato livello di rischio securitario e sociale in molte regioni del mondo, anche dal punto di vista sanitario, suggeriscono la necessità e l'urgenza di rafforzare gli apparati di sicurezza preposti alla tutela di un numero significativo di sedi estere situate in zone ad alto rischio, in cui appare del tutto insufficiente o inesistente, in particolare, la presenza di personale dell'Arma dei Carabinieri con funzioni di scorta e di tutela,
esprime

PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
1) anche in riferimento al Titolo III in materia di salute e al Titolo IV in tema di sicurezza dei luoghi di lavoro, valuti la Commissione di merito l'opportunità di prevedere l'inserimento nel provvedimento di norme per l'adeguamento dell'attuale sistema di copertura assicurativa del personale in servizio o in missione all'estero contro rischi sanitari e quelli connessi ad atti violenti o catastrofi;
2) valuti, altresì, la Commissione di merito l'opportunità di integrare le disposizioni del provvedimento al fine di potenziare la sicurezza degli uffici e del personale all'estero, incrementando le risorse per l'invio di personale dell'Arma dei Carabinieri a tutela delle sedi estere, soprattutto di quelle situate in zone ad alto rischio"