Napoli (Depositphotos)

di Franco Esposito

Pizza fritta, bellissima e buonissima. Quella a forma di cupola, ripiena di ricotta, mozzarella e salame. Oppure la olio, pomodoro, aglio e origano, la cosiddetta marinara, la più povera tra le pizze. Gli amanti della tradizioni si buttano sulla margherita, la classica, la regina, piegata in quattro parti, a forma di fazzoletto. Bella calda, da compare al banchetto all’esterno della pizzeria, seguendo magari l’invito perentorio della pizzaiola, non certo la soia di Sofia Loren nel film L’oro di Napoli. Prendi e mangi strada facendo cercando con gli occhi e la cartina la chiesa, la strada, il vicolo, il monumento, la piazza.

Di questo tipo di turisti Napoli si è riempita di visitatori nell’ultimo week-end.

Il pieno no, quello ancora non si è visto. I ristoratori del Centro Storico non hanno registrato il tutto esaurito. Ma anche quel tempo verrà, atteso, desiderato e apprezzato cavallo di ritorno.

Napoli in zona bianca. Le strade affollate, si ricomincia. Sembra di assistere a un miracolo, quasi nessuno pensava che potesse verificarsi a giugno. In questo mese di afa opprimente, caldo talvolta africano e piogge di stampo equatoriale. Bella Napoli, di nuovo carica, piena di attrattive. C’è di che vedere. Il Cristo Velato di Sammartino alla cappella sanseverina il monumento più visitato? Millecento visitatori al giorno, tremila persone nel fine settimana, ma il primato momentaneo per numeri di visitatori non è in questo momento l’opera meravigliosa, stupefacente, incredibile, pazzesca del famoso scultore napoletano. Il più visitato è un posto, un sito, dove il contapersone non esiste. Turisti italiani in particolare e anche stranieri lo hanno preso d’assalto. Una chiesa o cos’altro?

Il murales di Diego Maradona, ai Quartieri Spagnoli. Ha funzionato da irresistibile richiamo, e sotto il murale si sprecano i brindisi. Lo spiazzale dedicato a Maradona è la nuova e più gettonata tappa negli itinerari dei turisti finalmente felici di essere tornati a Napoli. Come l’hanno trovata? Interessante sempre, affascinante, spettacolare, unica.

Davanti al murales sostano ragazze e ragazzi che indossano una maglia con la scritta “Bostik staff”. Bostik è lo storico ultras promotore del murales che propone l’immagine di un Maradona giovane, felice, arrabbiato nel gesto e determinato nella postura. Il Diego che spingeva il Napoli e Napoli alla vittoria, e lui a confermarsi il più forte calciatore di ogni epoca. I promotori funzionano anche da  abili venditori. Perché Napoli non può smentirsi e non intende rinnegare parte di se stessa: l’arte di arrangiarsi è mezza regina da queste parti.

Cinquanta magliette con la scritta “Bostik Staff” vendute in meno di due ore a turisti interessati e incuriositi. Pazzie di questa città, anche da lassù il mitico Diego sa essere di aiuto a Napoli. Fatto nuovo, molti turisti girano in bici; non si vedono i monopattini elettrici, per fortuna. I visitatori  sono tornati numerosi, contenti di averla ritrovata, Napoli. E lei, generosa e spettacolare, mette a disposizione di tutti le sue magie.

Visitatori incantati al quartiere Sanità. Il posto che profuma di storia e arte. Le chiese e la statua dedicata a Totò, il principe della risata, il ponte antico, le trattorie, le pizzerie, la famosa salumeria con le sue incredibili favolose merende. Pane cafone e companatico, mozzarella e pomodori, formaggio piccante e salame, fior di latte e mortadella. La classica “mpustarella”, la colazione nell’accezione in puro vernacolo. Le chiese della Sanità, pezzi di grande storia, nel quartiere oggetto di costante, attenta riqualificazione.

I turisti italiani sono arrivati soprattutto dal Nord. Romina e Chiara da Bergamo, duramente colpita dal Covid, forse la più di tutte bersagliata dalla pandemia. “Qui è forte la voglia di ricominciare, il desiderio di tornare alla vita, Napoli è la città giusta per ripartire”. Unico appunto, motivo di forte rammarico: troppi cantieri in funzione a Napoli.

I bus rossi a due piani, per turisti, i City Sishtseeing, hanno ripreso a funzionare, a girare per la città, a mostrarla, dopo otto mesi di chiusura totale. “Speriamo possa migliorare lo stato delle strade”.

I lidi sono pieni di cittadini. Buona la presenza di visitatori stranieri, soprattutto dalla Francia. Piazza Trieste e Trento col pienone, il glorioso Caffè Gambrinus è ridiventato meta obbligata. Una tappa imperdibile, il caffè, la sfogliatella, la testa di moro, il cannolo. Idem piazza del Plebiscito, la fila per conquistare l’ingresso a Palazzo Reale. Unica stonatura, una bruttura che andrebbe cancellata al più presto, le scritte vandaliche sui monumenti. Gli stranieri sono attenti a queste cose, e non le ammettono. In strada non c’è l’obbligo di mascherina, e questo piace moltissimo ai visitatori arrivati dall’estero.

Molte cose da vedere e da gustare, ma anche due appunti da fare agli amministratori della città. Ma chi sono, dove sono, cosa fanno, a questo punto del loro mandato che sta per scadere? Sene fregano di tutto, pensano in esclusiva a come organizzare la campagna elettorale personale. Luigi De Magistris non è tra i candidati a sindaco. I due appunti sopra citati? I mezzi pubblici che funzionano a singhiozzo, metropolitana esclusa. La scarsissima segnaletica nel Centro Storico. Spostarsi e trovare quello che si cerca diventa un’impresa. Ma quasi tutti, incantati dalla sensazione di libertà che Napoli è in grado di regalare, promettono che torneranno. Napoli li aspetta con le sue braccia sempre aperte.