Quando parliamo della presenza della cultura italiana in Uruguay, siamo soliti far riferimento al passato, perché ben sappiamo quanto il nostro paese ha contribuito al modo di vivere e di pensare nel Rio de la Plata. Poco sappiamo peró del contributo presente. Eppure se qualcuno mi chiedesse chi é la personalitá italiana vivente che piú influisce nel pensiero sociale, giuridico e político contemporaneo dell’Uruguay, non avrei dubbi sulla risposta: Luigi Ferrajoli. Ferrajoli é uno dei piú notevoli giuristi europei, ex magistrato, professore universitario e filosofo del diritto, allievo ed erede intellettuale di Norberto Bobbio. Nato a Firenze nell’agosto del 1940, compirá quindi tra poco 81 anni con una mente che continua a brillare come poche. Laureato presso La Sapienza di Roma, ha unito gli studi del diritto con quelli di logica e la filosofía analitica ed é riconosciuto mondialmente per il suo impegno nella difesa delle garanzie penali e civili.

Ferrajoli infatti é un difensore acerrimo della libertá e della democrazia, che riconosce nei valori costituzionali dei diversi paese. Ha seguito la tradizione di Benedetto Croce prima e Norberto Bobbio dopo, e da vero filosofo militante la sua opera é tesa alla costruzione di una societá, dove possano convivere il garantismo dei diritti e la democrazia, che non sempre sono compagni di viaggio. Il suo discorso trascende gli aspetti puramente giuridici per intervenire in un piú vasto dibattito pubblico in cui critica le ideologie reazionarie in voga e segnala i gravi problemi dei sistemi politici contemporanei a partire dalle grandi dicotomie del potere (societá civile e Stato, diritti e potere, etica e política, Costituzione e discriminazioni di ogni genere). La sua teoría del “garantismo costituzionale” riguarda da vicino la tutela dei diritti umani delle persone. Questa teoría sostiene che l’obiettivo principale del Diritto deve essere la difesa dell’individuo e dei gruppi minoritari davanti allo Stato contemporaneo e alle maggioranze.

Ferrajoli sostiene la difesa dei “deboli” contro i “forti”: per lui deboli sono l’infanzia, gli anziani, gli emigranti, gli emarginati di ogni tipo ed anche quei lavoratori oggi sottoposti a controlli tecnologici da parte dello Stato e delle imprese, che minacciano diritti come la salute, l’onore, l’uguaglianza, la privacy, la tutela del proprio modo di pensare, etc. Perche importa ricordare l’influenza del suo pensiero in questo paese? Perché Ferrajoli non é solo un giurista e un filosofo che si muove nella dimensione dei pensieri astratti; come uomo di azione ha influito e influisce “sul terreno” – come pochi – nella giurisprudenza uruguaiana. Sono le sentenze dei giudici locali, ispirate nel pensiero di questo illustre connazionale, che riconoscono nei contenziosi sociali, penali e del lavoro il diritto dei deboli e citano il pensiero progressista di Ferrajoli.

Riconoscente di questo contributo, la Universidad de la República dell’Uruguay ha concesso (e sappiamo che é una Universitá non generosa in questo senso) il titolo di dottore honoris causa a Ferrajoli nel 2008 nel prestigioso scenario del Paraninfo universitario di Montevideo. Piú recentemente Ferrajoli ha visitato l’Uruguay nel 2015 per dettare una conferenza magistrale nel Parlamento uruguaiano davanti ai politici di ogni partito. Il titolo era piucchemai suggestivo: “Democrazia e Diritto: il costituzionalismo garantista come progetto político”. Penso che é opportuno in momenti di confusione e di crisi del sistema di valori del mondo occidentale, ricordare un “italiano vero”, il cui pensiero in molti paesi – come qui – é particolarmente rispettato. A volte mi chiedo se siamo coscienti di esempi come questo, che continuado a distinguerci per “qualitá di pensiero” non solo negli ambienti internazionali, ma anche e soprattutto in Uruguay.

JUAN RASO